Protezione

Le regole di una contraccezione serena e sicura

Per una contraccezione efficace basta osservare poche semplici regole, nel rispetto di se stessi e del proprio partner

Quando parliamo di contraccezione facciamo riferimento all’insieme degli strumenti e dei metodi che consentono di evitare una gravidanza indesiderata. Nel corso dei secoli l’uomo ha sperimentato mille espedienti per evitare le gravidanze non volute in genere, però, senza grande successo. Prova ne è il fatto che nei secoli passati erano diffuse pratiche deprecabili quali l’infanticidio e l’abbandono, poi gradualmente sostituite nel corso dell’evoluzione storica dall’aborto per arrivare ai tempi moderni in cui la disponibilità di strumenti efficaci di contraccezione ha ridotto e continua a ridurre in modo significativo il ricorso all’aborto. La facilità con cui oggi si arriva al rapporto sessuale, peraltro, impone che le strategie anticoncezionali si integrino con quelle di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale a tutela della salute della salute propria e di quella altrui. Purtroppo ancora oggi pregiudizi anacronistici, falsi moralismi o erronei convincimenti limitano l’uso razionale dei metodi contraccettivi.

La contraccezione naturale
Il principio ispiratore della contraccezione naturale consiste semplicemente nell’evitare di “esporsi al rischio” di gravidanze indesiderate. I diversi metodi prevedono, infatti, che i rapporti sessuali avvengano esclusivamente in giorni prestabiliti evitando il periodo del ciclo mestruale in cui l’ovulo può essere fecondato. Si tratta di metodi di scarsa diffusione in primis in ragione dell’elevato numero di insuccessi e poi per il fatto che impongono di evitare il rapporto sessuale per un numero elevato di giorni del ciclo. Per questo motivo sono stati messi a punto di test semplici sulle urine per identificare in modo più preciso il periodo fertile e ridurre, quindi, i giorni di astinenza. E’ evidente che i metodi naturali non forniscono alcuna forma di protezione nei riguardi delle malattie sessualmente trasmesse.

La contraccezione ormonale
Questo metodo contraccettivo è basato sulla soppressione dell’ovulazione attraverso la somministrazione dei due principali ormoni dell’ovaio, estrogeni e progesterone.
La contraccezione ormonale di gran lunga più utilizzata è la “pillola” che costituisce un metodo contraccettivo pratico, conveniente, sicuro e ben tollerato. Esistono anche dispositivi vaginali in forma di anello che rilasciando una dose bassa di estrogeno e progesterone in modo continuo e costante bloccano l’ovulazione. L’anello è morbido, flessibile e facile da inserire e rimuovere. E’ importante ricordare che la contraccezione ormonale non fornisce alcuna forma di protezione nei riguardi delle malattie sessualmente trasmissibili ed è quindi fondamentale associare l’uso del profilattico in caso di rapporti a rischio.

I metodi di barriera
Questi metodi si basano sull’uso di dispositivi che impediscono agli spermatozoi di risalire nella cavità uterina e da qui raggiungere la cellula uovo per fecondarla.
Quelli femminili sono rappresentati dal diaframma, una cupola di gomma tesa su un anello rigido che ricopre il collo dell’utero e una parte della parete superiore della vagina, ed il cappuccio cervicale, un piccolo dispositivo di lattice o di gomma che si adatta al collo dell’utero. L’efficacia anticoncezionale di questi dispositivi può essere aumentata cospargendone l’interno o i bordi con una sostanza spermicida in crema o gelatina.
Il dispositivo di barriera di gran lunga più utilizzato è il profilattico, o preservativo, che se usato correttamente rappresenta un metodo contraccettivo efficace e un eccellente strumento per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale. Una regola da tenere a mente è che i preservativi hanno una scadenza ed è quindi importante controllare la data sulla confezione. Va evitato, inoltre, di conservarli in vicinanza di fonti di calore (ad esempio nel cruscotto dell’automobile o nel portafoglio). La confezione deve essere scartata facendo attenzione a non rompere il preservativo evitando l’uso di forbici o taglienti.
Per essere efficace il preservativo deve essere indossato sul pene in erezione, prima della penetrazione, facendo attenzione che la parte arrotolata sia rivolta verso l’esterno ed avendo cura di srotolarlo in tutta la sua lunghezza, senza tenderlo troppo, e di stringere delicatamente con le dita il piccolo serbatoio che si trova all’estremità in modo da far uscire l’aria che potrebbe ridurre la sensibilità e causare rotture.
Dopo il rapporto il preservativo va estratto tenendone stretto il bordo con le dita. Ricordare che il preservativo troppo asciutto tende a rompersi più facilmente: in questi casi può essere utile utilizzare un lubrificante avendo cura di applicarlo dopo che è stato indossato il preservativo che altrimenti potrebbe scivolare via dal pene durante il rapporto.
Nei rari casi di allergia al lattice si possono utilizzare preservativi senza lattice, anallergici, caratterizzati da un buon grado di trasmissione termica per mantenere inalterate le sensazioni di calore tra i due partner. Sono dermatologicamente testati, sicuri e realizzati in poliisoprene, un materiale che restituisce un piacevole effetto “pelle su pelle”.
Il preservativo presenta quindi i requisiti del metodo contraccettivo ideale in quanto oltre a fornire una contraccezione efficace e sicura, facilmente disponibile e reversibile, dal costo contenuto e pressoché priva di effetti collaterali, rappresenta anche il più importante strumento per la prevenzione della malattie a trasmissione sessuale.

I dispositivi intrauterini
Sono piccoli dispositivi, comunemente conosciuti come spirali, che una volta introdotti nella cavità uterina inducono alcune modificazioni locali che riducono la sopravvivenza degli spermatozoi e ne impediscono la risalita nell’utero ed interferiscono con l’annidamento dell’uovo fecondato nella mucosa dell’utero. Alcuni dispositivi contengono progesterone che, rilasciato localmente, mantiene la mucosa in una condizione inadatta all’impianto dell’ovulo.