Prevenzione

Perché il freddo infiamma la gola?

Il mal di gola è uno dei disturbi più tipici, e fastidiosi, della stagione invernale

Durante la stagione invernale molte persone sono soggette alle cosiddette malattie da raffreddamento di cui il mal di gola è il sintomo cardine. Le temperature rigide non sono però la vera causa ma solo un fattore predisponente perché l'aria fredda diminuisce le resistenze immunitarie della mucosa delle vie aeree e favorisce lo sviluppo dei virus, microrganismi responsabili della larga maggioranza dei casi di malattie da raffreddamento. Il mal di gola è un sintomo legato alle affezioni delle vie aeree superiori (naso e cavità orale) e, in parte, di quelle inferiori (laringe, trachea, bronchi). A seconda dell’area irritata o infiammata e a seconda della gravità del problema il mal di gola potrà, quindi, associarsi a sintomi diversi: naso chiuso e produzione di muco sono presenti quando sono irritate soprattutto le mucose del naso mentre la presenza di difficoltà nella deglutizione, calo della voce e tosse sono indicativi di una infiammazione delle tonsille o delle basse vie respiratorie.

Mal d’orecchio o mal di gola?
Spesso il mal di gola si associa a mal d’orecchio. Questo perché gola e orecchio comunicano attraverso un condotto, la tuba di Eustachio, che aprendosi durante la deglutizione permette il corretto ricambio di aria nell’orecchio e quindi la compensazione della pressione ambientale e quello dell'orecchio medio. Un’alterata funzione delle tube di Eustachio comporta un maggior rischio di infiammazioni dell'orecchio medio, soprattutto frequenti nei bambini perché le loro tube non sono ancora completamente sviluppate. Per questo motivo le infiammazioni della gola possono estendersi facilmente all’orecchio. In alcuni casi però non si tratta semplicemente di “otalgia vera”, ossia di dolore dovuto ad un problema dell’orecchio, ma di “otalgia riflessa” ossia di un dolore che viene percepito a livello dell’orecchio ma che nasce altrove. Tutte le patologie della faringe (dalla tonsillite al mal di denti alle gengivite) e della laringe possono essere causa di “otalgia riflessa”.

Come “spegnere” il bruciore alla gola?
Alle prime avvisaglie di gola è bene agire immediatamente utilizzando rimedi semplici ma efficaci per calmare l'irritazione prima che la situazione peggiori. Gli antisettici locali sono molto efficaci nel favorire la risoluzione della sintomatologia perché creano localmente le condizioni inospitali per i microrganismi causa del mal di gola impendendone o rallentandone lo sviluppo: caramelline da sciogliere in bocca (ce ne sono per tutti i palati e per tutte le esigenze), spray e colluttori possono soddisfare le esigenze di ognuno. Se i sintomi sono più intensi è indicato l’uso di antinfiammatori locali che svolgono un’azione analgesica e antinfiammatoria mirata alle mucose del cavo orale e delle vie aeree superiori. Tra i diversi prodotti disponibili in pastiglie da sciogliere in bocca il flurbiprofene si è dimostrato particolarmente efficace con un effetto analgesico che compare già dopo 15 minuti dalla somministrazione e permane per ore.

Gli antibiotici nel mal di gola non servono (quasi) mai….
L’abitudine, purtroppo diffusa, di assumere antibiotici alla prima comparsa dei sintomi del mal di gola è assolutamente sconsigliabile perché nella larga maggioranza dei casi il mal di gola è dovuto ad un’infezione da parte di virus che non sono sensibili agli antibiotici. L’uso di antibiotici non solo non agevola la risoluzione del quadro clinico ma facilita la diffusione del fenomeno della resistenza dei batteri agli antibiotici che sta pericolosamente riducendo il nostro armamentario terapeutico per combattere le infezioni batteriche. In base alle stime del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, la resistenza antimicrobica causa ogni anno 25.000 decessi e costa oltre 1,5 miliardi di euro in termini di spese sanitarie e perdita di produttività. E’ bene, quindi, lasciare sempre al medico la scelta di quando eventualmente utilizzare gli antibiotici nel mal di gola. Se poi si rende necessario l’uso degli antibiotici è importante completare sempre il ciclo terapeutico.

…però lo sanno ancora in pochi!
Secondo i risultati di una recente indagine condotta a livello comunitario sulla resistenza dei microbi agli antibiotici circa la metà dei cittadini comunitari (49%) crede ancora, sbagliando, che gli antibiotici possano essere usati per trattare i virus, mentre circa il 41% fa lo stesso errore per quanto riguarda raffreddore ed influenza. Quest’ultima, in particolare, rimane uno dei motivi più comunemente citati per l'assunzione di antibiotici. Le campagne di informazione su questa tematica critica cominciano fortunatamente a dare qualche frutto. Il rapporto di Eurobarometro, infatti, rivela una diminuzione del 5% del numero delle persone che hanno assunto antibiotici nel 2013 rispetto a quanto rilevato in occasione dell'ultimo sondaggio su questo tema del 2009. Mentre i Paesi del Nord Europa appaiono più virtuosi nel contenimento dell'uso, i cittadini di Spagna e Italia si segnalano fra quelli del Sud Europa che più di altri hanno ridotto il consumo di questi medicinali. Dall’indagine emerge, infatti, che il 36% degli italiani ha riferito di aver assunto antibiotici nell'ultimo anno, con un calo del 21% rispetto 2009. E’ importante continuare su questa strada per evitare che nel giro di pochi decenni si arrivi a non avere più armi per combattere le infezioni batteriche.