Persona

Stop al gas intestinale

Circa il 15% della popolazione del mondo occidentale soffre di sintomi addominali cronici collegati al gas intestinale

Può capitare che in alcuni momenti della giornata si avverta una sensazione di pancia gonfia: alla base ci può essere un eccesso di gas intestinale. Normalmente l’intestino contiene circa 100-200 mL di una miscela di gas i cui componenti principali, tutti inodori, sono nitrogeno, ossigeno, anidride carbonica e metano. I gas solforosi sono presenti in piccolissime quantità e sono i responsabili dell’odore caratteristico del flato (gas espulso). Il gas intestinale per un 10% è prodotto dall’azione dei batteri naturalmente presenti nel tratto gastrointestinale e che sono necessari per la rielaborazione (fermentazione) del cibo mentre per il 90% è composto da aria che ingoiamo tramite la bocca, masticando o respirando. Per liberare l’intestino dal gas è possibile espellere l'aria ingerita attraverso l’eruttazione o lasciare che i batteri intestinali ne riducano il volume. Una buona parte del gas viene assorbita dal sangue ed eliminata con la respirazione mentre la parte rimanente viene trasportata nell’intestino ed espulsa come flato. Per molti individui queste espulsioni avvengono tra le 10 e le 20 volte al giorno. La produzione di gas intestinale, e la flatulenza che spesso ne consegue, sono quindi parte integrante della vita di tutti i giorni ma il cattivo odore e la rumorosità causano in genere imbarazzo e inibizione dell’evacuazione del gas. Nè l’uno né l’altro tuttavia sono indicatori di specifici disturbi gastrointestinali.

Perché viene il meteorismo?
È risaputo che alcuni alimenti possono provocare un’eccessiva produzione di gas: fagioli, ceci, latte, cipolle, patate dolci, formaggio, castagne, anacardi, broccoli, cavoli, carciofi, avena, lievito presente nel pane, ecc. Nei fagioli i gas endogeni derivano dai carboidrati resistenti alla digestione che attraversano l’intestino superiore pressoché inalterati, e quando raggiungono l’intestino inferiore vengono assaliti dai batteri che se ne cibano, producendo abbondanti quantità di gas. Anche le intolleranze alimentari, in particolare l’intolleranza al lattosio, sono spesso all’origine di un’eccessiva produzione di gas intestinale se vengono ingeriti i cibi sbagliati. Nei soggetti che soffrono di intolleranza a lattosio la presenza di questo zucchero nei cibi può causare un’eccessiva produzione di gas associata a crampi e diarrea mentre l'abolizione, o almeno la riduzione, di prodotti caseari nella dieta migliora nettamente la sintomatologia.

Come ridurre la produzione di gas?
Per combattere la produzione eccessiva o dolorosa di gas intestinale è utile modificare l’alimentazione limitando il consumo di legumi e cereali integrali, l’uso di dolcificanti e le bevande gassate. L’attività fisica migliora il transito e l'evacuazione dei gas rappresentando quindi un prezioso rimedio per il meteorismo. Per i soggetti particolarmente sensibili al gas intestinale e per quelli che consumano abitualmente elevate quantità di cereali, legumi, verdure e frutta può essere utile ricorrere ad integratori alimentari contenenti enzimi naturali, l’alpha-galattosidasi e la beta-galattosidasi, che prevengono la formazione di gas intestinale dovuto alla fermentazione batterica del lattosio e dei carboidrati non digeribili. In genere basta assumerne 1-2 compresse all'inizio dei pasti principali, o comunque al momento dell'assunzione di alimenti contenti lattosio o carboidrati non digeribili, per prevenire il fastidioso gonfiore di pancia.