Persona

Parliamo di intolleranza al lattosio

Pancia gonfia, sensazione di tensione addominale e flatulenza possono essere spia di una intolleranza al lattosio, una condizione molto diffusa tra gli adulti

L’intolleranza al lattosio è dovuta ad una carenza di un enzima, la lattasi (o beta-galattosidasi), che scinde il lattosio, il principale zucchero del latte, in glucosio e galattosio per consentirne l’assorbimento da parte dell’intestino. Quando l’enzima lattasi non è debitamente espresso, il lattosio passa indigerito attraverso l’intestino e quando arriva al colon viene attaccato dalla microflora residente e trasformato in idrogeno e acidi organici. Elevate quantità di idrogeno procurano gonfiore, tensione addominale, flatulenza, meteorismo; il lattosio indigerito richiama invece acqua nell’intestino che diventa causa di diarrea. I sintomi compaiono di norma da 30 minuti a 2 ore dopo l’ingestione di lattosio. L’intolleranza al lattosio è una condizione molto comune in età adulta e pur determinando fastidi non irrilevanti non comporta nella generalità dei casi alcun problema, tanto da non venire considerata una malattia da parte della comunità scientifica.

Da cosa dipende il deficit di lattasi?
In alcuni casi di tratta di una mancanza fin dalla nascita e la mamma se ne accorge subito quando il bambino assume il latte la prima volta. Il deficit genetico di lattasi è piuttosto, a differenza dell’allergia alle proteine del latte vaccino, una condizione più frequente durante i primi mesi di vita del bambino, che può dare una sintomatologia simile e con la quale viene talora confusa. In caso di deficit di lattasi dalla nascita il neonato dovrà quindi essere nutrito con formule senza lattosio evitando, almeno nei primi mesi se possibile, le formulazioni a base di soia. Più comunemente l’intolleranza al lattosio comincia a manifestarsi nell’età prescolare-scolare a seguito di una progressiva riduzione dell’attività dell’enzima lattasi che può arrivare a volte a scomparire del si riduce progressivamente fino a scomparire, a volte del tutto, in età adulta. In alcuni casi l’intolleranza al lattosio può insorgere a seguito di una di diarrea acuta infettiva. In questi casi l’intolleranza è di tipo transitorio e regredisce nell’arco di alcune settimane.

Come si cura?
In caso di intolleranza al lattosio l’unica cura possibile consiste nell’eliminazione o nella riduzione del lattosio dalla dieta. L’entità del deficit di lattasi può variare considerevolmente da individuo ad individuo. Spesso non è necessaria la completa eliminazione del lattosio dalla dieta perchè alcuni soggetti intolleranti riescono a tollerare lo yogurt in ragione del suo basso contenuto di lattosio, oppure sopportano l’ingestione di piccole quantità di latte. Peraltro la completa eliminazione del lattosio dalla dieta è un obiettivo non semplice da raggiungere se si considera che questo zucchero è presente non solo nel latte e nei suoi derivati (ad esempio yogurt, panna, burro, mozzarella, ricotta) ma è anche rinvenibile in tracce nelle cipolle, nei broccoli, nelle uova, nelle pere ed in alcuni insaccati.
Il lattosio è anche utilizzato per la preparazione di farmaci ed è presente spesso negli integratori alimentari. In genere si tratta di quantità molto modeste che possono rappresentare un problema solo per le persone con grave intolleranza al lattosio.
E’ bene tenere a mente, poi, che se si elimina il lattosio dalla dieta si ha un peggioramento nell’assorbimento del calcio ed una cattiva mineralizzazione ossea; per questo motivo in caso di accertata intolleranza è buona norma includere nella dieta formaggi a basso contenuto di lattosio ed assumere integratori a base di calcio.
In commercio esistono dei preparati a base di beta-galattosidasi e alfa-galattosidasi che possono aiutare a dominare i fastidi da deficit di lattasi. La beta-galattosidasi, infatti, migliora la digestione del lattosio nei soggetti che lo mal digeriscono mentre l’alfa-galattosidasi favorisce l’assorbimento dei carboidrati complessi degli alimenti, riducendo i processi di fermentazione e contrastando la formazione di gas. La beta-galattosidasi scinde specificamente il lattosio mentre l’alfa-galattosidasi scinde i carboidrati non digeribili prima che raggiungano il colon. Questi prodotti possono essere efficaci in tutti i casi in cui si verifichi una aumentata produzione di gas nell’intestino, anche indipendentemente dal deficit di lattasi.
Cereali, legumi e verdure, ad esempio, contengono carboidrati non digeribili che, a differenza degli altri carboidrati, non vengono attaccati dagli enzimi digestivi determinando nello stesso modo la produzione di gas. Spesso, quindi, nello stesso individuo i sintomi da intolleranza al lattosio vengono ulteriormente aggravati dalla fermentazione dei carboidrati vegetali.