Curiosità

Allergie di primavera: qualche consiglio

Con il fiorire delle piante l’aria si riempie di pollini dando vita ad uno spettacolo meraviglioso, per alcuni però casa di fastidiose allergie.
Starnuti a raffica, naso che prude e occhi che lacrimano: questi sono i sintomi più comuni delle allergie di primavera che affliggono circa 9 milioni di italiani. Le allergie sono dovute ad una reazione esagerata del sistema immunitario, che normalmente ci protegge dalla infezioni microbiche, nei confronti di sostanze abitualmente innocue come ad esempio pollini. La primavera è il periodo in cui la concentrazione aerea di pollini è più alta, e perciò la stagione in cui le allergie raggiungono il culmine. In realtà, negli ultimi anni si sta riscontrando un progressivo aumento della frequenza di casi di allergie a pollini che in alcune zone esordiscono già nei mesi di gennaio-febbraio, cioè in evidente anticipo rispetto alla classica allergia primaverile. Colpa delle mutate condizioni climatiche con periodi invernali mediamente più miti rispetto al passato. Oggi, peraltro, si osserva con crescente frequenza la comparsa di reazioni allergiche nei riguardi di pollini diversi tra quelli tradizionalmente coinvolti nelle reazioni allergiche, le graminacee (nei campi e nei prati) e la parietaria (in città cresce rigogliosa sui muri degli edifici abbandonati).
I disturbi tipici delle allergie primaverili sono a carico delle mucose delle vie respiratorie e delle mucose oculari con sintomi nasali (starnuti, ostruzione nasale, secrezione acquosa, prurito), oculari (prurito, lacrimazione, congiuntivite) e a carico dell’apparato respiratorio (tosse stizzosa ed asma bronchiale). Se presenti anche solo in parte, ma con ricorrenza stagionale, i sintomi sopra descritti, parlane con il tuo medico e con il tuo farmacista che saprranno fornirti consigli preziosi.
Che fare per evitare, o almeno limitare, l’esposizione ai pollini primaverili?
  • Evitare di sostare a lungo nei prati o in zone di campagna, soprattutto nelle giornate secche o ventose o quando l’erba è stata tagliata di recente.
  • Lavare frequentemente le parti scoperte dopo l’esposizione all’aria aperta per evitare di tornare in contatto con i pollini che vi si possano essere depositati;
  • Chiudere le finestre verso sera quando la concentrazione dei pollini nell’aria è più alta
  • Non dimenticare di tenere conto delle zone geografiche perché nelle zone montane l'impollinazione ha spesso una stagionalità diversa rispetto alla pianura e perché alcune piante si concentrano in particolare in alcune zone. Nel programmare le ferie conviene, quindi, conoscere il calendario pollinico della meta delle vacanze considerando che in genere nelle zone marine la densità del polline è inferiore.