Cura del corpo

Il mal di schiena... nei piedi?

Tutti, almeno una volta nella vita, hanno avuto a che fare con il mal di schiena ma non tutti sanno che spesso la colpa è… nei piedi

L’ottanta per cento degli italiani ha sofferto almeno una volta nella vita di mal di schiena, certamente uno dei disturbi più diffusi (è la seconda causa di assenza per il lavoro) ed una delle principali cause di assunzione di farmaci. Fortunatamente oltre il 90% degli episodi di dolore alla colonna vertebrale si risolve in breve tempo ma è importante che questo sintomo venga sempre considerato come un segnale che il corpo invia per indicare che qualcosa non funziona correttamente.
Le cause della enorme diffusione del mal di schiena vanno ricercate soprattutto nello stile di vita del terzo millennio, improntato alla sedentarietà nel lavoro e nella vita sociale, e nella diffusione epidemica dell’obesità, ormai sempre più un problema socio-sanitario, evidente sin dall’età pediatrica e causa di importanti sollecitazioni meccaniche della colonna vertebrale.
Non di rado la causa del mal di schiena va però ricercata nei piedi perché problemi di appoggio plantare dovuti a particolari conformazioni del piede o, più spesso, all’uso di calzature inadeguate possono determinare una distribuzione scorretta del carico plantare e conseguentemente una postura scorretta della colonna. Le abitudini posturali scorrette nel tempo finiscono per determinare lo sbilanciamento dell’assetto fisiologico del corpo con assunzione di posizioni compensatorie che a loro volta scompensano ulteriormente lo squilibrio iniziale.
Per strano che possa sembrare, quindi, usare calzature non adeguate o non correggere un appoggio plantare non corretto finisce per procurare male non solo ai piedi ma anche e soprattutto alla colonna vertebrale.

Scarpe “a dondolo” e plantari ci aiutano
Nel corso degli ultimi anni la ricerca biomeccanica ha portato allo sviluppo di calzature basculanti che possono aiutare a mantenere una postura corretta prevenendo tutti quei problemi di dolori ai piedi e alla schiena che derivano da posizioni “viziate” e riuscendo al tempo stesso a generare durante la camminata un benefico massaggio e una stimolazione dei muscoli grazie ad un sano esercizio fisico.
La suola convessa e dondolante, infatti, fa sì che il piede non abbia un appoggio stabile, ma che oscilli avanti e indietro costringendoci a continui microaggiustamenti del baricentro. In tal modo sia i muscoli degli arti inferiori che gli addominali sono sollecitati, la postura è continuamente modificata e il peso del corpo non grava sempre sugli stessi punti. Per questo motivo tali calzature possono essere d’aiuto per combattere il mal di schiena e le contratture muscolari dovute a una cattiva postura.
Dal punto di vista della stimolazione posturale funzionano bene soprattutto per chi passa molto tempo in piedi. Queste scarpe sono, infatti, un concentrato di tecnologia perché le suole contengono dei cuscinetti studiati per imitare la postura che il corpo adotta naturalmente quando cammina a piedi nudi su un terreno morbido.
Spesso per migliorare il mal di schiena può essere sufficiente migliorare la calzabilità delle scarpe applicando strisce adesive di pelle o utilizzando solette e plantari in lattice o gel, efficaci nell’attutire gli urti contro il terreno durante la deambulazione e la corsa e nel favorire l’adattamento del piede alla scarpa. Se è vero che “se hai male ai piedi hai male dappertutto” e che “i piedi sono la base per il sostegno del corpo” è bene ricordarsi che i piedi sono molto di più di una semplice “stampella” e che la salute dei piedi passa spesso per la scelta della calzatura giusta.

I farmaci aiutano ma non ne abusiamo
I medicinali sono certamente utili nella fase acuta del mal di schiena per alleviare il dolore. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono tra i prodotti di maggiore utilizzo per la loro efficacia.
E’ bene, tuttavia, ricordare che i farmaci antidolorifici in genere non eliminano le cause che hanno dato origine al mal di schiena e che soprattutto in caso di uso prolungato possono determinare effetti indesiderati non trascurabili. Il dolore va sempre considerato un campanello di allarme e come tale bisogna imparare ad ascoltarlo.
La scomparsa o l’attenuazione del dolore in corso di assunzione di antidolorifici potrebbe portare all’erroneo convincimento di essere guariti e quindi indurre a compiere movimenti bruschi o a cimentarsi in attività lavorative pesanti con il rischio di aggravare ulteriormente la situazione.