Cura degli occhi

L’occhio secco

E’ un disturbo di frequente riscontro ma troppo spesso viene trascurato

Sempre più persone soffrono di secchezza oculare.
L'occhio brucia, dà prurito e sembra di avere dei granellini di sabbia che graffiano sulle pupille; possono essere presenti anche fotofobia, difficoltà nell'apertura della palpebra al risveglio e, nei casi più gravi, dolore e annebbiamento visivo. Tutti questi disturbi aumentano in ambienti secchi, ventosi o dove sono in funzione impianti di riscaldamento o di condizionamento.
Le cause possono essere diverse, compresi fattori ambientali quali l’inquinamento atmosferico, la luce del sole molto intensa o il lavoro allo schermo di un computer. Anche i problemi visivi non adeguatamente corretti possono provocare la secchezza oculare, perché sottopongono gli occhi ad uno stress maggiore.

Da dove nascono le lacrime?
Le lacrime vengono continuamente prodotte dalla ghiandola lacrimale principale, situata in una fossetta nell’angolo superolaterale dell'orbita oculare, e dalle ghiandole lacrimali accessorie che si trovano nella congiuntiva che riveste internamente le palpebre. La ghiandola principale produce la componente acquosa delle lacrime mentre le ghiandole lacrimali accessorie producono la componente oleosa che ne previene l'evaporazione ed aumenta il potere lubrificante. Le lacrime vengono “drenate” attraverso due piccoli “condotti lacrimali” che originano sul bordo delle palpebre, in prossimità dell’angolo interno dell’occhio. I condotti lacrimali a loro volta confluiscono in una piccola ampolla nella parete laterale del naso, il sacco lacrimale che attraverso un canale detto “condotto nasolacrimale” scarica le lacrime nel naso. Questo spiega perché per asciugarsi gli occhi … ci soffiamo il naso.

Un film che… non si vede
Il liquido lacrimale prodotto dalle ghiandole lacrimali viene distribuito in modo uniforme sull’occhio ad ogni battito delle palpebre, producendo un sottile film lacrimale che ha la funzione di umidificare in modo uniforme, facilitare l’eliminazione di particelle estranee che possono depositarsi sulla superficie dell’occhio e fornire ossigeno e sostanze nutritive all’occhio La parte principale del film lacrimale, infatti, è costituita da acqua che contiene sali, zuccheri, proteine, enzimi e altre sostanze nutritive. Per evitare l'evaporazione dell'acqua, lo strato più esterno è costituito da uno strato lipidico che ha il compito di mantenere uniforme lo spessore del film lacrimale e garantisce la levigatezza del film lacrimale. Nella maggior parte dei casi l’occhio secco è dovuto ad una alterazione dello strato lipidico del film lacrimale con conseguente evaporazione dello strato acquoso sottostante. In questi casi il film lacrimale tende a 'frammentarsi', con conseguente esposizione alla disidratazione della cornea e della congiuntiva.

Che fare in caso di “occhio secco”?
Bere sufficienti quantità di liquidi e mantenere un'adeguata umidità negli ambienti ove abitualmente si vive, specialmente se questi sono asciutti, o riscaldati o raffreddati o ventilati, rappresentano efficaci misure di prevenzione. L'uso di un sostituto lacrimale è spesso efficace nel ridurre la sintomatologia e ripristinare il comfort.
Attualmente sono disponibili in commercio anche preparati spray, di facile applicazione, che per il loro contenuto in fosfolipidi sono molto efficaci nel ripristinare la componente lipidica del film lacrimale e nel favorire, quindi, la risoluzione della sintomatologia. La componente lipidica delle lacrime gioca infatti un ruolo fondamentale nel prevenire l’eccessiva evaporazione della parte acquosa del film lacrimale. Il fatto di poter applicare lo spray a palpebre chiuse si traduce in un evidente vantaggio in termini di facilità d’uso. Lo spray fornisce un rapido sollievo per alcune ore ed è anche adatto ad essere applicato mentre si portano le lenti a contatto per riparare il film lacrimale ed eliminare la secchezza e l’irritazione agli occhi.
Attenzione a non sottovalutare la secchezza oculare perché può essere spia di altre patologie. Soprattutto nei casi in cui il disturbo sia particolarmente rilevante o persistente è bene, quindi, rivolgersi ad un oculista.