Benessere

I dolori mestruali

Tre donne su quattro soffrono di dolori mestruali, il più comune problema ginecologico.

La mestruazione dolorosa, anche nota come dismenorrea1, affligge approssimativamente l’80% delle donne e nel 30% circa dei casi può impedire le normali attività quotidiane, costringendo a letto per più ore o per alcuni giorni. Non sorprende, quindi, che i dolori mestruali siano spesso causa di assenze o scarso rendimento a scuola e sul posto di lavoro. Si distinguono due forme di dismenorrea in base alla presenza o meno di una causa specifica: la dismenorrea primaria e quella secondaria.

La dismenorrea primaria
La donna presenta dolori mestruali senza che via sia alcuna alterazione a carico dell’apparato genitale. I dolori compaiono in genere entro i 6-12 mesi dalla prima mestruazione (menarca) e tendono a ripresentarsi in prossimità di ogni ciclo. I sintomi sono soprattutto rappresentati da crampi e dolori al basso ventre che insorgono alcune ore prima o poche ore dopo l’inizio del flusso mestruale. In genere il dolore ha carattere intermittente, peggiora quando il flusso mestruale raggiunge il culmine e può durare anche alcuni giorni. Il dolore a volte può estendersi anche alla schiena e alla parte interna delle cosce. Possono essere presenti anche altri sintomi quali nausea, vomito, diarrea, debolezza, mal di testa, capogiri e sensazione di testa vuota. In alcuni casi il flusso mestruale è particolarmente abbondante; in questi casi si parla di menorragia. In genere il problema si attenua dopo la prima gravidanza o scompare del tutto. In alcune donne si può ripresentare per poi scomparire di nuovo con il passare degli anni.

La dismenorrea secondaria
I dolori in questo caso sono dovuti alla presenza di una problematica specifica quali, ad esempio, fibromi o polipi a livello dell’utero. A differenza della dismenorrea primaria in questi casi il dolore può comparire anche a distanza dal flusso mestruale e ricomparire talora dopo lunghi periodi di assenza. In questi casi l’individuazione ed il trattamento della causa porta spesso alla risoluzione del problema.

Come affrontare i dolori mestruali?
I comuni antinfiammatori, anche noti come FANS2, sono efficaci nell’attenuare o eliminare del tutto il dolore in tre donne su quattro. I FANS rappresentano, quindi, il trattamento più utilizzato. Non esistono differenze particolari tra i diversi FANS in termini di efficacia. Chi fa la differenza tra le diverse molecole è la tollerabilità, che invece varia non di poco passando da un FANS all’altro, e la possibilità di utilizzo o meno nell’età più giovane. Tra gli antinfiammatori disponibili in commercio ibuprofene è uno dei più utilizzati per il trattamento dei dolori mestruali per la sua efficacia nel controllare la sintomatologia dolorosa e per la sua tollerabilità; il suo utilizzo è, infatti, associato ad un più basso rischio di eventi avversi gastrointestinali rispetto ad altri FANS (in ragione dell’ottimo rapporto costo/benefico ibuprofene figura nell’elenco dei farmaci che l’OMS considera necessari a un sistema sanitario di base). I farmaci antinfiammatori dovrebbero assunti appena il dolore insorge dolore, senza aspettare che diventi troppo intenso perchè a quel punto l’efficacia diventa minore. All’opposto, la loro assunzione prima della comparsa dei dolori non è in genere necessaria. Molte ragazze gestiscono in modo “artigianale” i dolori mestruali, guidate dalla propria esperienza o dai consigli delle mamme o delle amiche, utilizzando prodotti farmaceutici da banco3 o rimedi non farmacologici. Molto spesso, tuttavia, vengono utilizzati prodotti a dosaggi inadeguati a controllare la sintomatologia dolorosa. Un’alternativa terapeutica di prima linea è rappresentata dall’assunzione di ormoni sessuale femminili, ossia la pillola, che si utilizza soprattutto in quei casi, invero non frequenti, in cui i FANS risultano poco efficaci. In casi particolari in cui la componente psicologica del disturbo appare particolarmente rilevante, la psicoterapia può risultare efficace.