Alimentazione

Passate le feste... rimane il reflusso

Cattiva digestione e bruciori di stomaco sono i “regali” che spesso ci lasciano le libagioni natalizie

Dopo i pasti pantagruelici a base di piatti elaborati, fritture e dolci ipercalorici, le lenticchie con il cotechino, il panettone e lo spumante, arrivano puntuali ed impietosi la sensazione di gonfiore e di peso sullo stomaco, bruciori, eruttazioni e rigurgiti e con essi le proverbiali … lacrime di coccodrillo. Sono le conseguenze più o meno inevitabili del “tour de force” a cui abbiamo sottoposto il nostro stomaco durante le festività natalizie. Qualche chilo di troppo accumulato in poche settimane finisce per rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso perché favorisce il reflusso dell’acidità dallo stomaco nell’esofago, causa dei classici bruciori in mezzo al petto. Una dieta equilibrata ricca di fibre e povera di grassi e di zuccheri semplici ed un’attività fisica regolare ci aiuteranno ad allontanare i fastidiosi disturbi e di recuperare la linea. Attenzione, però, a non correre troppo perché le diete drastiche hanno…le gambe corte.

Perché brucia lo stomaco?
Lo stomaco produce acido cloridrico che serve per la digestione. Il bruciore si manifesta quando l’acido cloridrico “aggredisce” la mucosa che riveste internamente lo stomaco provocandone l’infiammazione. Questo si verifica quando l’acido viene prodotto in eccesso (lo stress ed il fumo di tabacco, ad esempio, ne stimolano la produzione) o quando, per qualche motivo, le difese naturali dello stomaco si indeboliscono. Quando poi, come accade molto spesso, l’acido dello stomaco refluisce in esofago ne irrita la parete e determina la comparsa del tipico bruciore dietro in mezzo al petto. In questi casi si parla di reflusso gastroesofageo.

Che fare per…“non far accendere il fuoco”?
Recuperare rapidamente le sane abitudini alimentari è fondamentale per ristabilire il giusto equilibrio di funzionamento dell’apparato digerente. La prima regola è mangiare lentamente masticando bene il cibo perché la digestione inizia in bocca; la saliva, infatti, contiene enzimi digestivi mentre la triturazione del cibo durante la masticazione ne facilita la digestione nello stomaco. Mangiare un panino frettolosamente ingurgitando interi bocconi, invece, favorisce il reflusso in quanto allunga il tempo di permanenza del cibo nello stomaco. Per questo motivo è bene prevedere pasti piccoli e frequenti (quattro o cinque piccoli pasti giornalieri) anziché una o due grandi abbuffate giornaliere.
Chi soffre di bruciore di stomaco, poi, sa bene quali alimenti tollera meglio e quali facilitano la comparsa del fastidioso disturbo. Come principio generale è bene limitare tutti quegli alimenti che aumentano la permanenza del cibo nello stomaco (ad esempio i cibi ricchi di grassi come i formaggi stagionati, gli insaccati e le fritture) o che facilitano la risalita del succo gastrico nello stomaco riducendo la pressione della valvola tra esofago e stomaco (aglio, cipolla, cioccolato, menta, anice, tè, alcol) o aumentando la quantità di aria presente nello stomaco e quindi facilitando la risalita in esofago del contenuto gastrico (bibite gassate e l'abitudine di masticare chewingum). E’ bene limitare anche alimenti che favoriscono la produzione acida nello stomaco (arance, limoni, pomodori, caffè e bibite che contengono caffeina) o che hanno un’azione irritante diretta (vino bianco, aceto, alcolici, superalcolici, succo di pomodoro o di agrumi). Come regole comportamentali è bene evitare di indossare vestiti scomodi o troppo stretti in vita (aumentano la pressione addominale che facilita il reflusso), evitare di sdraiarsi subito dopo i pasti (la posizione supina facilita il reflusso; è bene aspettare almeno 3-4 ore) ed evitare di compiere sforzi fisici a stomaco pieno. E’ anche fondamentale smettere di fumare perché la nicotina contenuta nelle sigarette rilassa i muscoli della valvola tra stomaco ed esofago, favorendo la risalita del cibo, e aumenta la produzione di acido nello stomaco.

E come fare per …“spegnere il fuoco”?
Molto spesso chi soffre di bruciore fa ricorso ai farmaci di automedicazione, cui ha avuto modo di sperimentare personalmente l’efficacia. Gli antiacidi e gli alginati sono in genere i primi farmaci ad essere utilizzati da chi soffre di reflusso esofageo.
  • Antiacidi: agiscono neutralizzando gli acidi prodotti nello stomaco e quindi riducono l'acidità del materiale che risale nell'esofago con il reflusso. I più comuni antiacidi sono a base di alluminio, magnesio o calcio (solitamente carbonato di calcio). Gli antiacidi alleviano rapidamente la sintomatologia ma l’effetto è di breve durata perché questi farmaci vengono eliminati dallo stomaco molto rapidamente. La durata d’azione del loro effetto è maggiore se vengono assunti dopo pranzo perché il cibo rallenta lo svuotamento dello stomaco e, quindi, facilita la permanenza degli antiacidi nello stomaco. E’ bene ricordare che gli antiacidi possono anche causare l’effetto opposto e aumentare la produzione di acidi. Gli antiacidi a base di carbonato di calcio stimolano, infatti, il rilascio di gastrina da parte di stomaco e intestino, ormone che stimola la produzione di acido cloridrico da parte dello stomaco. Gli antiacidi a base di alluminio, inoltre, possono causare stitichezza mentre quelli a base di magnesio possono causare diarrea.
  • Alginati: l'alginato è un composto naturale, inodore e insapore, che si ottiene dalle alghe marine e che viene usato anche come additivo alimentare. I farmaci che hanno come principio attivo l’alginato bloccano il reflusso in modo meccanico perché reagendo con il succo gastrico acido formano una copertura della consistenza di un gel che galleggia sopra il contenuto dello stomaco impedendone efficacemente il reflusso in esofago, quindi, la comparsa della sintomatologia. Gli alginati esistono sotto forma di pastiglie e di sospensione liquida. Hanno un'azione rapida (in genere vengono assunti dopo i pasti e prima di andare a dormire). Non interferiscono con la digestione, non vengono assorbiti e possono essere usati anche insieme ad altri farmaci quali gli antiacidi. Per la loro origine naturale ed il loro particolare meccanismo di azione alcuni prodotti contenenti alginato sono indicati anche per le donne in gravidanza.