Alimentazione

Il bruciore di stomaco è una malattia stagionale?

In autunno, tra il cambio di stagione e lo stress da rientro, tornano puntuali i disturbi digestivi

A chi non è mai capitato di avvertire un fastidioso bruciore di stomaco durante l’autunno?
I pazienti che ne soffrono sanno bene che esiste una certa ricorrenza stagionale di questo disturbo che dopo periodi di quiete più o meno lunghi tende puntualmente a ripresentarsi in autunno e in primavera. Questa stagionalità del bruciore di stomaco probabilmente dipende da un bioritmo molto antico che risale ai tempi dei nostri antenati, abituati a mangiare soprattutto nelle stagioni in cui frutta, vegetali e selvaggina erano più disponibili e a tirare la cinghia quando il clima torrido o gelido riduceva drammaticamente la disponibilità di cibo. I visceri addominali erano, dunque, tarati per attivarsi energicamente, anche con una maggiore produzione di succhi gastrici, nelle stagioni di mezzo. A distanza di migliaia di anni questo bioritmo stagionale sembra ancora permanere, giustificando la particolare frequenza del bruciore di stomaco tra marzo e maggio e da settembre a novembre.

Che cosa intendiamo per “bruciore di stomaco”?
Solitamente il paziente chiama “bruciore di stomaco” o “mal di stomaco” una fastidiosa sensazione di bruciore alla bocca dello stomaco spesso irradiata dietro lo sterno.
La causa bruciore di stomaco - scientificamente noto come pirosi - va ricercata in uno sbilanciamento tra i meccanismi di difesa della mucosa che riveste internamente lo stomaco e l’aggressività del succo gastrico che, a causa del suo ricco contenuto in acido cloridrico, può esercitare un’azione irritante sulla parete dello stomaco. Una riduzione dei meccanismi di difesa o un aumento della produzione di acido (o entrambi i fattori simultaneamente) finisce per determinare l’infiammazione della mucosa gastrica, la gastrite, che è causa del bruciore di stomaco.
Spesso il bruciore viene avvertito anche (e soprattutto) in sede retrosternale, ad indicare la presenza di reflusso gastroesofageo ovvero di risalita di succhi gastrici dallo stomaco all’esofago. La mucosa che riveste l’interno dell’esofago, infatti, a differenza di quella che riveste lo stomaco, non presenta alcuna protezione nei confronti dell’azione irritante del succo gastrico che quando arriva nell’esofago, quindi, induce bruciore. Abusi alimentari, stress, fumo, alcolici, farmaci e cambi di stagione sono tradizionalmente associati alla comparsa o all’aggravamento di questi disturbi digestivi che sono talmente frequenti che è quasi impossibile trovare persone che non ne abbiano mai sofferto; circa 12 milioni di italiani ne soffrono.