Alimentazione

Arriva il natale: periodo di feste ma… ore funeste per lo stomaco

Le abbondanti libagioni durante le feste natalizie mettono a dura prova la resistenza del nostro stomaco

Si avvicinano le festività natalizie e di fine anno e si moltiplicano, quindi, le occasioni conviviali in un susseguirsi senza sosta di pranzi e cene luculliane a base di fritture, piatti elaborati e dolci ipercalorici. L’inevitabile conseguenza del turbinio di portate che ci assale è un considerevole aumento delle quantità di cibo e, spesso di alcolici, assunte nel corso della giornata. L’apparato gastroenterico, abituato ad introiti alimentari più contenuti e, soprattutto, a ritmi dei pasti più o meno regolari con intervalli di tempo sufficienti ad una digestione ottimale, si ritrova a farsi carico di uno sforzo digestivo che difficilmente riesce a sopportare. Se a questo aggiungiamo lo stress da regali, le temperature invernali e la circolazione di virus gastrointestinali che si concentra in una manciata di giorni, ecco che si realizza un mix esplosivo che spesso arriva a dare il colpo di grazia ad un regime dietetico già sbagliato in precedenza finendo, quindi, per rovinare le feste. E’ questo il motivo per cui almeno un italiano su quattro durante le festività natalizie presenta sintomi quali sensazione di peso sullo stomaco, gonfiore, bruciore, eruttazioni, rigurgiti e torpore mentale, disturbi in genere non gravi ma comunque fastidiosi.

Come proteggersi dalla “sindrome del Panettone”
L’alimentazione dovrebbe essere controllata dall’Epifania a Natale e non da Natale all’Epifania. In questo modo gli abusi natalizi sarebbero molto meglio tollerati con la soddisfazione della gola, dello stomaco e… della salute. Purtroppo spesso così non è e le festività natalizie arrivano dopo una lunga marcia di avvicinamento fatta di aperitivi, brindisi e merende. E allora i pranzi pantagruelici finiscono per rappresentare la classica goccia che fa traboccare il vaso e che trasforma le tavole natalizie in una sorta di tour de force per lo stomaco. Per evitare le “lacrime di coccodrillo” teniamo bene a mente alcuni concetti base:
  • per quanto scontato possa essere vale la pena ricordare l’importanza della moderazione: evitare le abbuffate colossali, limitare sughi, fritti, panna e intingoli, spezie e cibi piccanti.
  • ricordiamo che i cibi ricchi di grassi richiedono più tempo per essere digeriti
  • alcolici, superalcolici e caffè sono nemici dello stomaco
  • mangiare lentamente aiuta la digestione
  • fare quattro passi tra un pasto e l'altro, invece di restare chiusi in casa, aiuta a superare indenni i giorni di festa
E’ evidente che qualche buongustaio buontempone potrà obiettare che l’osservanza di queste semplici regole trasformerebbe il cenone di Natale in un vitto da ospedale e i giorni di festa in un corso da marines ma è pur vero che esistono delle soluzioni di compromesso: in medio stat virtus…

Se poi arrivano i fastidi…
Tutti sappiamo tutto su cosa si può fare e cosa si deve evitare per tutelare il nostro stomaco. Resta il fatto che sei italiani su dieci soffrono di disturbi gastrointestinali almeno una volta ogni due mesi. I problemi più frequenti sono soprattutto i bruciori di stomaco (54%), la cattiva digestione (40%) e la diarrea (37%), mentre le cause scatenanti sono soprattutto lo stress (57%) e gli eccessi alimentari al ristorante (34%), in occasione di cene a casa di amici (30%) o durante i tradizionali cenoni natalizi (23%). Vale la pena ricordare che in questo periodo stomaco e intestino possono essere facile bersaglio di virus influenzali (34%) o tossinfezioni (10%). Questo quadro non molto confortante emerge da un’indagine promossa dall’Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’Automedicazione su un campione di 1000 Italiani tra i 15 e i 64 anni.

… corriamo ai ripari
Per combattere i disturbi gastrointestinali oltre il 40% degli Italiani fa ricorso ai farmaci di automedicazione, noti anche come farmaci da banco (o OTC, dall’acronimo inglese over the counter), acquistabili senza ricetta medica. In commercio sono disponibili diverse tipologie di farmaci per alleviare i sintomi più ricorrenti della cattiva digestione, come pesantezza, gonfiore, ma anche acidità e bruciori di stomaco. I preparati farmacologici a base di alginato sono tra i rimedi più efficaci per il reflusso gastroesofageo perché formano nello stomaco una sorta di “zattera” che galleggiando sul succo gastrico ne impedisce il reflusso in esofago. L’efficacia clinica di questi prodotti è legata anche al loro tempo di permanenza nello stomaco, superiore a quello di un comune pasto. Non di rado le preferenze personali portano a scegliere rimedi tradizionali come camomille, tisane, canarino o la classica borsa dell’acqua calda ma la loro efficacia è in genere modesta e varia considerevolmente da persona a persona.