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Giù i tabù: parliamo di piacere sessuale

Dall’eccitazione in avanti, un crescendo di sensazioni indescrivibili

Il piacere sessuale è, tra i vari tipi di piacere sperimentati dall’uomo, il più intenso ed il più coinvolgente. Nell’esperienza comune il piacere sessuale viene percepito essenzialmente come il prodotto di una stimolazione degli organi genitali, e viene, quindi considerato come una specifica sensazione corporea. In realtà, non sono state dimostrate vie nervose specifiche per il piacere sessuale né alcun recettore specifico situato nei genitali; anzi, nei genitali sembra esserci un numero di recettori inferiore rispetto ad altre zone del corpo. Il piacere sessuale sembra essere, invero, soprattutto il prodotto di una elaborazione da parte del nostro cervello degli stimoli che derivano dal contatto con il partner. Non è, quindi, lo stimolo in sé che determina il piacere sessuale ma il significato che il nostro cervello attribuisce allo stimolo. In altre parole, la stessa stimolazione dei genitali può essere erotica o meno a seconda del contesto o dello stato emotivo del soggetto che la vive. Il cervello raccoglie tutte le stimolazioni che si producono durante il rapporto sessuale, le elabora a livello della sua parte più nobile, la corteccia, le arricchisce di una forte componente emotiva e… il gioco è fatto: mente e corpo uniti nel piacere. Del resto è ben noto che tanto più intensa è la passione, ossia il coinvolgimento emotivo, tanto maggiore è il piacere che deriva dall’attività sessuale. Il coinvolgimento delle strutture del cervello che sono coinvolte nel fenomeno della ricompensa, fa si che più si prova piacere e più se ne vuole provare. Il piacere sessuale ha, dunque, una componente fisica e una psicologica perché nasce dal contatto fisico ma viene alimentato dal pensiero e dalla capacità emozionale. Senza benessere psicofisico l’esperienza sessuale è poco soddisfacente.

La chimica del piacere sessuale
Man mano che il desiderio sessuale cresce, nel cervello aumenta la produzione di una sostanza, la dopamina, che sollecita il desiderio. Al contempo, se aumenta la dopamina si riduce la produzione di un'altra sostanza, la serotonina, che invece riduce il desiderio sessuale. Anche l’assunzione di sostanze che danno piacere, ad esempio la cioccolata, stimola la produzione di dopamina (quando si parla di cibi afrodisiaci!). Perché tutto ciò si verifichi è necessario che la parte di cervello che governa le emozioni, il sistema limbico, dia il via libera di fronte ad un’emozione a carattere erotico. Pensieri e preoccupazioni non permettono al sistema limbico di dare il via libera; in altre parole, il piacere sessuale non vuole pensieri.

Alla ricerca del punto G
Il punto G o punto Gräfenberg, prende il nome dal ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg che per primo negli anni ’50 ne ipotizzò l’esistenza, ignaro di aver contribuito alla creazione di un mito inseguito e dibattuto per decenni. L'area considerata fondamentale per raggiungere l'orgasmo vaginale sarebbe localizzata in un punto preciso, sotto forma di un piccolo ispessimento del rivestimento interno della parete anteriore della vagina. Diversi specialisti, tuttavia, continuano a dubitare dell'effettiva esistenza del punto G, ipotizzando che si tratti di una sorta di "ufo ginecologico".

Le fasi della risposta sessuale
L'insieme dei fenomeni fisici e psichici che si susseguono tumultuosamente in risposta ad uno stimolo erotico viene definito ciclo di risposta sessuale e comprende 4 fasi: eccitamento, plateau, orgasmo e risoluzione. L'intensità e la durata di queste fasi variano molto da un soggetto all'altro, soprattutto per il diverso peso della componente psicologica che influenza notevolmente la riposta sessuale, ora potenziandola ora deprimendola. E’, quindi, importante sapersi abbandonare all'istinto e alle sensazioni, rilassandosi e diminuendo il livello di ansia e le inibizioni. Solo un adeguato atteggiamento psicologico permette l’avvio della prima fase, quella dell'eccitamento, fatta di stimoli erotici sia di tipo sensitivo (ad esempio carezze, stimolazione genitale, odore della pelle) che di tipo psicologico (ad esempio pensieri erotici). Se la tensione sessuale perdura si raggiunge la fase di plateau che consiste nella persistenza dell'eccitazione fisica fino al raggiungimento della fase successiva, quella dell'orgasmo. L’intensità di questa fase è notevolmente influenzata sia dall'efficacia degli stimoli che hanno portato all’eccitazione, sia dalle motivazioni e dall’atteggiamento psicologico dei partner. L'orgasmo è un picco di piacere involontario; nell’uomo questa fase è molto intensa e culmina con l’eiaculazione mentre nella donna si può manifestare in modo diverso, ora con un culmine evidente, ora con una culmine più debole a carattere ondulatorio, ora con un progressivo incremento della tensione sessuale. Nella quarta fase, quella di risoluzione, si osserva la progressiva diminuzione della tensione sessuale. Nell’uomo segue un fisiologico periodo refrattario di durata molto variabile da soggetto a soggetto. La donna, invece, se riceve un'adeguata stimolazione, spesso può ricominciare il ciclo e avere successivi orgasmi.