Cura degli occhi

Perché l’occhio si arrossa?

L’arrossamento degli occhi è in genere espressione di problematiche lievi e transitorie. Attenti però a non sottovalutarlo

L’arrossamento oculare (scientificamente nota come “iperemia congiuntivale”) è un sintomo estremamente frequente tanto da rappresentare uno dei principali motivi di visita presso il medico. Tutte le problematiche oculari creano sempre una qualche comprensibile apprensione nel paziente ma fortunatamente nel caso dell’occhio rosso ci si trova di fronte a patologie in genere benigne senza conseguenze per la capacità visiva visiva. A volte L’arrossamento dell’occhio può rappresentare l’unica alterazione apprezzabile a livello oculare mentre in altri casi si accompagna ad una sintomatologia piuttosto variegata che va dalla fotofobia alla lacrimazione, dalla sensazione di corpo estraneo al dolore intenso. La presenza o meno di dolore più o meno intenso rappresenta l’elemento che più orienta la condotta del medico verso l’esecuzione o meno di approfondimenti diagnostici e verso le diverse strategie terapeutiche.

Quali sono le cause?
La causa più banale di arrossamento degli occhi rossi è il pianto, sia di origine emotiva che irritativa (per fenomeni allergici, intensa esposizione solare, polvere, presenza di corpi estranei o altre condizioni). Anche l'eccessivo consumo di alcol contribuisce a dilatare i capillari cutanei e oculari, provocando il caratteristico rossore. Occhi striati di sangue possono segnalare una malattia “da raffreddamento”, come l’influenza o il comune raffreddore. La tosse, in particolare, specie quando intensa, può determinare la rottura dei piccoli capillari che irrorano le sclere oculari. L’arrossamento oculare può essere causato anche da traumi che determinano emorragie a livello dei vasi sanguigni congiuntivali. Una delle cause più frequenti di iperemia congiuntivale è la secchezza oculare perché quando l’occhio è poco lubrificato l’attrito continuo generato dal movimento della palpebra finisce per irritare la congiuntiva. L’iperemia congiuntivale nell’occhio secco procura un po’ di fastidio ma sostanzialmente non ha caratteri infiammatori, a meno che non si trascuri il problema.

…e quali sono i rimedi?
Prevenire è meglio che curare! Vanno quindi evitati tutti i comportamenti e le abitudine che favoriscono la comparsa di arrossamento oculare quale l’esposizione continua ad aria calda e secca, o alla luce del sole, o la permanenza prolungata davanti a videoterminali, tablet e smartphone. Ricordiamo, inoltre, che la prima efficace barriera difensiva dell’occhio è formata da palpebre, ciglia e lacrime che “lavano” la gran parte delle sostanze o dei batteri che possono aggredire la superficie oculare. Tuttavia è necessario adottare diverse norme igieniche per ridurre il rischio di infezione lavare accuratamente le mani con il sapone e gli occhi con acqua fredda. In caso di occhio secco è importante utilizzare prodotti che aiutano a ripristinare il film lacrimale che lubrifica e protegge l’occhio. Alcuni preparati spray, di facile applicazione, per il loro contenuto in fosfolipidi sono molto efficaci nel ripristinare la componente lipidica del film lacrimale e nel favorire, quindi, la risoluzione della sintomatologia. La componente lipidica delle lacrime gioca infatti un ruolo fondamentale nel prevenire l’eccessiva evaporazione della parte acquosa del film lacrimale.
Attenzione, comunque, a non sottovalutare l’arrossamento oculare e soprattutto nei casi in cui il disturbo sia particolarmente rilevante o persistente è bene rivolgersi ad un oculista.

La luce… negli occhi
L'occhio è continuamente esposto a sollecitazioni luminose ma fortunatamente ha i mezzi per proteggersi dagli effetti delle radiazioni solari: l’ammiccamento, la contrazione della pupilla, l'aggrottamento delle sopracciglia sono tra i meccanismi di difesa più efficaci. Spesso, tuttavia, questi dispositivi protettivi possono non essere sufficienti, soprattutto in condizioni estreme, quando il riverbero della luce è maggiore, ad esempio al mare, sulla neve o nelle giornate molto soleggiate o per chi ha occhi particolarmente sensibili come i portatori di lenti a contatto. Le più comuni alterazioni che i raggi solari possono provocare sono la secchezza oculare e la congiuntivite. L’eccessivo caldo e la secchezza dell’aria possono aumentare l’evaporazione del film lacrimale e quindi dare irritazione e difficoltà ad aprire gli occhi. L’esposizione continua a luce molto intensa può determinare un aumento di afflusso di sangue nei capillari della congiuntiva, e quindi gonfiore, rossore, bruciore e prurito, elementi clinici che caratterizzano la congiuntivite. Si tratta di un disturbo da non sottovalutare, perché a volte può cronicizzare o dare luogo a complicanze. E’ importante, dunque, proteggere la vista dai raggi ultravioletti, evitando di esporsi nelle ore centrali della giornata e utilizzando occhiali da sole adeguati.