Alimentazione

Estate: evitate la siesta e… le abbuffate

Pennichella dopo pranzo e abbuffate serali sono i classici comportamenti estivi che possono togliere il sonno a chi soffre di bruciori di stomaco

Il termine siesta deriva dal latino sixta, che significa sesta ora del giorno e che per i Romani indicava l’ora di mezzogiorno. Nell’accezione moderna la siesta indica il riposo, accompagnato o meno dal sonno, che segue il pasto di mezzogiorno. Con l’arrivo dell’estate questo piacevole intermezzo per spezzare la giornata e prepararsi ad un pomeriggio di vita sociale è quasi un obbligo, un momento rigeneratore spesso rincorso per tutto l’anno ma mai goduto appieno per i pensieri e gli impegni, lavorativi o scolastici. C’è anche chi pensa che la siesta sia una sorta di un ritmo biologico innato perché se il torpore che ci assale dopo pranzo fosse legato esclusivamente all’ingerimento di cibo, questo si osserverebbe anche dopo la colazione e dopo cena e non si osserverebbe nei soggetti che saltano il pranzo. Indipendentemente dai fattori che spingono molti alla siesta pomeridiana, certamente questa piacevole abitudine è il prototipo dei comportamenti da sconsigliare a quelle persone, e sono tante, che soffrono di bruciore di stomaco, anche noto con il termine di pirosi. La posizione distesa facilita, infatti, il reflusso gastrico, cioè la risalita di acido dallo stomaco nell’esofago, causa della sensazione di bruciore retrosternale che caratterizza questa malattia. Niente pennichella pomeridiana, quindi, meglio una piccola passeggiata. Anche al lavoro è consigliabile non assumere delle posture che comprimano lo stomaco, facilitando il reflusso gastrico. E’ preferibile cercare di tenere la schiena dritta per mettere al riparo sia lo stomaco sia la schiena stessa.
Non meno sconsigliate per chi soffre di reflusso gastrico sono le abbuffate serali, anche queste non infrequenti nel periodo estivo. Con l'arrivo del grande caldo, infatti, è naturale perdere appetito durante il giorno per arrivare alla sera affamati, pronti ad aprire la dispensa e il frigo e a spazzolare tutto quello che ci passa a tiro. Il nostro cervello, infatti, tende a proiettarci verso il cibo sia come nutrimento che come gratificazione dopo gli impegni di una giornata più o meno stressante. La conseguenza che spesso ne deriva è passare la notte in bianco perché il bruciore di stomaco è più frequente se si mangiano cibi pesanti o grosse porzioni che costringono lo stomaco a fare gli straordinari. Anche d’estate, quindi, è consigliabile fare comunque 5 pasti durante la giornata, anche quando non si ha appetito.