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		<title>Nuovo farmaco turco per bloccare emorragie esterne</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 06:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Huseyin Cahit Firat è un ricercatore turco che ha messo a punto una nuova tipologia di farmaco, denominato Ankaferd BloodStopper (ABS), capace di bloccare qualunque emorragia esterna in pochi secondi. Il prodotto è stato brevettato in Turchia ed è altresì registrato in Erzegovina e Bosnia. Il sangue viene arrestato grazie a una sorta di toppa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Huseyin Cahit Firat è un ricercatore turco che ha messo a punto una nuova tipologia di farmaco, denominato <em>Ankaferd BloodStopper (ABS)</em>, capace di bloccare qualunque emorragia esterna in pochi secondi. Il prodotto è stato brevettato in Turchia ed è altresì registrato in Erzegovina e Bosnia. Il sangue viene arrestato grazie a una sorta di toppa creata da una rete di proteine che, aggregandosi, formano una vera e propria barriera.  Il farmaco si rivela anche utilissimo in campo odontoiatrico, consentendo ai dentisti di bloccare il sanguinamento gengivario in pazienti affetti da diabete o altre malattie che rallentano la coagulazione. Per mettere a punto il farmaco, Huseyin Cahit Firat ha lavorato per trent’anni. La sua passione per l’erboristeria lo ha così portato a creare un miscuglio di valanga, liquirizia, timo, ortica, foglie di vite e valanga, miscuglio che si è rivelato il più potente antiemorragico mai creato. <a href="http://www.todayszaman.com/tz-web/detaylar.do?load=detay&amp;link=165028" target="_blank">Fonte e approfondimenti</a></p>
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		<title>Una proteina per debellare il tumore al seno</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 06:40:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il prof. Charles Clevenger e colleghi della Northwestern University hanno appurato che la proteina ciclofilina B potrebbe dare un valido contributo per la lotta al tumore del seno. Secondo i ricercatori, tale proteina, coinvolta nel processo di divisone cellulare, motilità e more delle cellule, risulta alterata nelle persone affette da cancro al seno. Si è quindi appurato, al momento in laboratorio, che inibendo tale proteina, si è diminuita la proliferazione delle cellule tumorale, la motilità delle stesse nonché la tumori genesi. Si pensa ora di riuscire, nel breve tempo, a mettere a punto uno serie di farmaci mirati atti a combattere la malattia. Lo studio è stato riportato sul numero di gennaio 2009 del magazine <em>The American Journal of Pathology</em>. <a href="http://www.medicalnewstoday.com/articles/134301.php" target="_blank">Fo</a><a href="http://www.medicalnewstoday.com/articles/134301.php" target="_blank">nte</a></p>
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		<title>I cibi che favoriscono il sonno</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 06:44:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno studio svolto presso l’Università Laval del Quebec, e guidato dal prof. Meagan Daley, evidenzia come la perdita di produttività per anno e per individuo che soffre di insonnia è pari a 27,6 giorni lavorativi, mentre le assenze dal lavoro assommano a circa quattro giorni e mezzo l&#8217;anno. La Coldiretti suggerisce una dieta pro sonno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio svolto presso l’Università  Laval del Quebec, e guidato dal prof.  Meagan Daley, evidenzia come la perdita di produttività per anno e per individuo che soffre di insonnia è pari a 27,6 giorni lavorativi, mentre le assenze dal lavoro assommano a circa quattro giorni e mezzo l&#8217;anno. La Coldiretti suggerisce una dieta pro sonno, ovvero un insieme di cibi che aiutano a conciliare il sonno. A favore troviamo alimenti come la lattuga, l’aglio, il latte, il radicchio, formaggi freschi, yogurt, uova bollite, pane, riso, latte caldo,frutta e dolce. Da non mangiare assolutamente, invece se si soffre di insonnia, sono le spezie o gli alimenti con molto condimento: pepe, curry, paprika, salatini, alimenti in scatola e minestre con dado. Sono banditi, ovviamente, e soprattutto la sera:  cioccolato, cacao, the, caffè e superalcolici. <a href="http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200901031431-hpg-rsa0011-art.html" target="_blank">Fonte</a></p>
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		<title>Nell&#8217;olio di oliva il segreto per combattere il cancro al seno</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 06:43:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una ricerca svolta presso il Catalan Institute of Oncology, e recentemente pubblicata sul magazine BMC Cancer, mostra come nell’olio exta-vergine di oliva sono presenti particolari sostanze capaci di combattereil tumore al seno. Si tratta  di polifenoli anticangerogeni, presenti nell’acido oleico, capaci di attaccare uno dei principali oncogeni presenti in questo particolare tipo di tumore: l’HER2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricerca svolta presso il Catalan Institute of Oncology, e recentemente pubblicata sul magazine BMC Cancer, mostra come nell’olio exta-vergine di oliva sono presenti particolari sostanze capaci di combattereil tumore al seno. Si tratta  di polifenoli anticangerogeni, presenti nell’acido oleico, capaci di attaccare uno dei principali oncogeni presenti in questo particolare tipo di tumore: l’HER2 (erbB-2). Il team di ricerca ha dimostrato che trattando le cellule tumorali con acido oleico, il livello di attività del gene si abbassa di oltre il 46%. Ma non solo, il trattamento consentirebbe anche di migliorare la rese dell’azione di un farmaco, l’erceptina, notoriamente utilizzato per trattare questa tipologia di tumore. <a href="http://www.biomedcentral.com/1471-2407/8/377/abstract" target="_blank">Fonte e approfondimenti</a></p>
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		<title>La molecola intestinale per combattere l&#8217;obesità</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 06:25:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si chiama NAPE (N-acylphosphatidylethanolamine), è una molecola del nostro intestino, che funziona più o meno bene, e che consente in un certo senso di misurare quanti grassi il nostro corpo ha assunto. Quindi di impartire determinati comandi al cervello atti a spezzare l’appetito. L’impiego della molecola è stato testato con successo su cavie da laboratorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama NAPE (<em>N-acylphosphatidylethanolamine</em>), è una molecola del nostro intestino, che funziona più o meno bene, e che consente in un certo senso di misurare quanti grassi il nostro corpo ha assunto. Quindi di impartire determinati comandi al cervello atti a spezzare l’appetito. L’impiego della molecola è stato testato con successo su cavie da laboratorio e potrebbe diventare un valido alleato contro il sempre più annoso problema dell’obesità. In laboratorio si è infatti appurato come le cavie, sottoposte a trattamento per diverse settimane, hanno subito un netto calo di peso. Prima di procedere nella sperimentazione sull’uomo, il team di ricerca porterà avanti altri test atti a scongiurare effetti collaterali. <a href="http://www.ctv.ca/servlet/ArticleNews/story/CTVNews/20081126/antiobesity_molecule_081126/20081126?hub=Health" target="_blank">Fonte e approfondimenti</a></p>
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		<title>Broccoli per prevenire tumore ai polmoni nei fumatori</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 06:52:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo un recente rapporto presentato all’American Association for Cancer Research&#8217;s, i broccoli avrebbero un importante ruolo nella prevenzione dello sviluppo del tumore polmonare nei fumatori. Esistono diversi studi in merito, nessuno finora però aveva messo in relazione il consumo dei broccoli con lo sviluppo del cancro, soprattutto negli ex fumatori. Li Tang, uno degli autori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un recente rapporto presentato all’American Association for Cancer Research&#8217;s, i broccoli avrebbero un importante ruolo nella prevenzione dello sviluppo del tumore polmonare nei fumatori. Esistono diversi studi in merito, nessuno finora però aveva messo in relazione il consumo dei broccoli con lo sviluppo del cancro, soprattutto negli ex fumatori. Li Tang, uno degli autori dello studio, ha sottolineato come il broccolo in se non è da vedere come una cura terapeutica, ma come un valido aiuto di prevenzione. Il medesimo effetto lo avrebbero tante altre verdure crocifere, tra le quali: cavoli, cavolfiore, broccoli, broccoletti, verze etc. Secondo lo studio, l’effetto protettivo, a seconda della quantità e della frequenza con la quale si consumano le verdure, porterebbe a una percentuale di riduzione del rischio compresa tra il 20 e il 55%. <a href="http://www.sciencedaily.com/releases/2008/11/081118150630.htm" target="_blank">Fonte e approfondimenti</a></p>
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		<title>Bimbi allattati al seno più resistenti a malattie respitatorie</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 06:46:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Era risaputo, ma ad avvalorare la tesi arriva una ricerca effettuata in America, che ha visto ricercatori impegnati per dieci anni nell’esaminare ben 1456 bambini: l’allattamento materno, per almeno i primi quattro mesi di vita del neonato, aiuta a sviluppare le funzioni polmonari del nascituro, rafforzando le difese immunitarie e rendendolo, fino all’età adulta, meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era risaputo, ma ad avvalorare la tesi arriva una ricerca effettuata in America, che ha visto ricercatori impegnati per dieci anni nell’esaminare ben 1456 bambini: l’allattamento materno, per almeno i primi quattro mesi di vita del neonato, aiuta a sviluppare le funzioni polmonari del nascituro, rafforzando le difese immunitarie e rendendolo, fino all’età adulta, meno propenso a sviluppare malattie respiratorie. Anche il solo movimento meccanico della suzione avrebbe un ruolo importantissimo, i ricercatori lo paragonano a un gesto atletico, una vera e propria palestra per il piccolo. <a href="http://www.medscape.com/viewarticle/583281" target="_blank">Fonte e approfondimento</a></p>
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		<title>Dai broccoli, mele e cipolle rosse un rimedio naturale a molte malattie</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 05:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le mele, ma anche i broccoli e le cipolle rosse, sono ricche di una sostanza denominata quercetina. Un flavonoide antiossidante che aiuta l’organismo a proteggersi da attacchi di influenza, soprattutto quando il proprio corpo è sotto stress e le difese immunitaria vacillano. Un recente studio, svolto su cavie da laboratorio, ha appurato che la quercetina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le mele, ma anche i broccoli e le cipolle rosse, sono ricche di una sostanza denominata quercetina. Un flavonoide antiossidante che aiuta l’organismo a proteggersi da attacchi di influenza, soprattutto quando il proprio corpo è sotto stress e le difese immunitaria vacillano. Un recente studio, svolto su cavie da laboratorio, ha appurato che la quercetina è utile anche per proteggersi da malattia cardiovascolari, prevenire l’insorgere del morbo di Alzheimer e perfino del cancro pancreatico. Secondo diversi medici dovrebbe essere assunta in una quantità pari a 25-30 milligrammi al giorno. <a href="http://www.realage.com/ct/eat-smart/food-and-nutrition/tip/7196" target="_blank">Fonte</a></p>
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		<title>Attenzione al consumo eccessivo di fruttosio</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 06:44:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Direttamente dal XXI Congresso Internazionale dei biologi, arriva una notizia preoccupante, soprattutto per le persone più giovani, quelle che maggiormente fanno uso del fruttosio, sostanza ormai presente in diverse bevande e in molti dolciumi. Secondo il parere del prof. Francesco Salvatore, presidente del Ceinge-Biotecnologie Avanzate, nonché docente dell&#8217;Università di Napoli Federico II, &#8220;il fruttosio è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direttamente dal XXI Congresso Internazionale dei biologi, arriva una notizia preoccupante, soprattutto per le persone più giovani, quelle che maggiormente fanno uso del fruttosio, sostanza ormai presente in diverse bevande e in molti dolciumi. Secondo il parere del prof. Francesco Salvatore, presidente del <a href="http://www.ceinge.unina.it/" target="_blank">Ceinge-Biotecnologie Avanzate,</a> nonché docente dell&#8217;Università di Napoli Federico II, &#8220;<em>il fruttosio è stato anche utilizzato lungamente come sostituto del glucosio in patologie umane, specialmente nel diabete e analoghe alterazioni metaboliche. Tuttavia, nell&#8217;ultimo decennio, si è iniziato sempre più a comprendere che l&#8217;eccesso di fruttosio nella dieta, come sta avvenendo per la sua presenza in moltissime bevande ed alimenti confezionati (bibite, merendine, per bimbi ed adolescenti) è da considerarsi dannoso e comunque sconsigliabile</em>&#8220;</p>
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		<title>Gruppo di ricerca italiano fa importante scoperta nella lotta al tumore della prostata</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 05:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Un gruppo di ricercatori italiani coordinati dal dall&#8217;Istituto superiore di sanità e in collaborazione con l’équipe di urologia dell&#8217;ospedale San Giovanni Bosco di Torino e l&#8217;Istituto oncologico del Mediterraneo di Catania hanno individuato due geni presenti nel cromosoma 13 (microRna-15a e microRna-16) che, se introdotti nelle cellule malate del tumore alla prostata, le annientano. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un gruppo di ricercatori italiani coordinati dal dall&#8217;Istituto superiore di sanità e in collaborazione con l’équipe di urologia dell&#8217;ospedale San Giovanni Bosco di Torino e l&#8217;Istituto oncologico del Mediterraneo di Catania hanno individuato due geni presenti nel cromosoma 13 (microRna-15a e microRna-16) che, se introdotti nelle cellule malate del tumore alla prostata, le annientano. I due geni, normalmente presenti nel nostro corpo, sono proprio preposti a frenare lo sviluppo del tumore, in loro mancanza, il male, invece, ha modo di crescere in modo irrefrenabile. &#8220;<em>Grazie a questa importante scoperta si spera ora di individuare una nuova terapia contro gli stati avanzi del cancro alla prostata</em>&#8221; ha dichiarato il presidente dell’Iss Enrico Graci. Lo studio è stato pubblicato sul magazine Nature. Si cercherà ora di studiare il modo più agevole e proficuo per reintrodurre le due molecole nel corpo, successivamente la sperimentazione passerà sull’uomo. Il progetto è stato reso possibile grazie ai finanziamenti dei fondi dell&#8217;accordo Italia-Usa e dell&#8217;Associazione italiana per la ricerca sul cancro (<a href="http://www.airc.it/" target="_blank">AIRC</a>).</p>
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