Archivio categoria 'Vista'

Soffri di diabete? Te lo dice una fotografia della retina

Una nuova tecnica sembra possa essere utilizzata per diagnosticare il diabeta. Si tratta di una procedura non invasiva che consiste nel fotografare la retina dell’occhio. Il test consente di evidenziare con fluorescenza le cellule della retina danneggiate dalla malattia. Secondo il prof. Howard Petty della University of Michigan’s Kellogg Eye Center, uno dei ricercatori che ha messo a punto la nuova tecnica, il metodo permette, in poco più di un minuto, di capire se si è affetti da diabete e quali scompensi lo stesso ha causato nell’organismo.


Scoperto il meccanismo che porta alla formazione della cataratta

La cataratta è un problema che affligge più di 20 milioni di persone nel mondo. Ne soffre ben il 42% della popolazione mondiale con età compresa tra i 70 e gli 80 anni e oltre il 68% degli ultraottantenni. Presso l’Università del Missouri, il ricercatore K. Krishna Sharma ha finalmente identificato e pubblicato sul Journal of Biological Chemistry il perché del formarsi di questa patologia dell’occhio. La comparsa delle cataratta sarebbe dovuta a una proteina, che con l’avanzare dell’età si ripropone nell’organismo in quantità sempre minore, in concomitanza piccoli peptidi, composti da 10-15 aminoacidi, iniziano il processo che porta alla formazione della cataratta. La ricerca ora proverà ad ostacolare la formazione dei peptidi, creando opportuni farmaci capaci di inibirli o rallentare la loro formazione. Fonte. Intanto, ecco un consiglio alimentare che protegge dalla formazione della cataratta, consiglio che trova basi scientifiche in un test effettuato su 35.000 donne presso il Brigham & Women’s Hospital e l’Harward Medical School di Boston. Si consiglia di mangiare verdure come cavoli, broccoli, radicchio, spinaci, peperoni e bietole. In pratica tutti quegli ortaggi ricchi di sostanze come la luteina e la zeaxantina. 


Un chip per ridare la vista a molte tipologie di persone non vedenti

Ci siamo, il famoso occhio bionico sembra ora essere una consistente realtà, se ne è parlato per decenni ma ora, grazie a un team di ricercatori tedeschi degli istituti di Marburg, Aquisgrana ed Essen, sembra essersi concretizzata la possibilità di ridare la vita, al momento solo in bianco e nero, ad alcune tipologie di videolesi, nella fattispecie quelle colpiti da malattie come la retinitis pigmentosa o simili, che annientano le cellule sensoriali della membrana ma non intaccano il nervo ottico. Il piccolo processore da impiantare nell’occhio viene collegato ad una sorta di piccola camera che riprende le immagini e le trasforma in segnali decodificabili dal cervello. La novità risiede nel collegamento al sistema nervoso, collegamento che non avviene tramite cavi ma mediante segnali radio, ovvero, quindi, con un minor rischio di rigetto. Il passo successivo sarà quello di integrare il tutto su occhiali da vista e consentire anche di vedere i colori. Fonte: Repubblica.it

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