Archivio categoria 'Ricerca'

Un bebè che sorride dà medesimo effetto della droga alla madre

Un recente studio pubblicato sul magazine Pediatrics, e condotto da ricercatori del Baylor college di Houston, ha appurato che il sorriso di un bambino, attiva nel cervello della  madre alcune zone neurali preposte al piacere e alla gratificazione, le medesime aree stimolate dal sesso, dalle droghe e dal cibo. Lo studio ha visto impegnate 28 mamme in una serie di test nei quali gli scienziati hanno osservato mediante  risonanza magnetica l’attività del cervello. Dinanzi al sorriso del pargolo, le aree del piacere venivano letteralmente “inondate” da dopamina.


Una crema capace di annientare il virus dell’HIV

I ricercatori Andrew Pask e Roger Short dell’università di Melbourne, hanno messo a punto una particolare crema capace di creare una sorta di preservativo in grado di proteggere l’uomo dall’attacco del virus dell’HIV. Applicando la crema, a base di estrogene femminili, sulla pelle interna del prepuzio viene potenziata la difesa naturale contro il virus, il tutto grazie alla creazione di una pellicola di cheratina (componente principe di unghie e capelli), in grado di creare una vera e propria barriera insuperabile dal virus. I due ricercatori pensano che il nuovo ritrovato, se impiegato su larga scala, possa dimezzare la diffusione dell’AIDS.


Bastano cinque minuti perché si formi il virus HIV

Grazie a degli speciali microscopi di ultima generazione, alcuni scienziati della Rockefeller University di New York sono riusciti per la prima volta a esaminare, in tempo reale, come avviene l’aggregazione di migliaia di molecole in cellula atta a creare il virus dell’HIV. Grazie ai nuovi telescopi è possibile osservare accuratamente tutto quanto avviene sulla superficie cellulare, mettendo in secondo piano tutto il resto. In appena 5 minuti, il virione, ovvero la singola particella dell’Hiv, riesce ad assemblarsi e dare così vita al virus dell’AIDS. Nel momento in cui la produzione cellulare è cospicua, la membrana esterna della cellula si gonfia, si stacca dalla cellula madre ed è pronta per proliferare. L’esperimento potrebbe aprire la via per capire come agiscono anche altri virus, cercando nel contempo una soluzione per la debellarli. Fonte: Repubblica

Scoperto come impartire al corpo l’ordine di far crescere il tessuto osseo

Presso l’Università olandese di Twente, nel dipartimento di Tecnologia Biomedica, si è messa a punto una particolare tecnica che consente di stimolare la crescita delle ossa. Grazie alla scoperta, in un imminente futuro, sarà così possibile, partendo da cellule staminali di un paziente, creare delle strutture nuove ad hoc, femori, ossa fratturate e non più ricostruibili etc. Link per approfondimenti

Un test che potrebbe predire l’età della menopausa

Un semplice esame del sangue potrebbe presto dare modo alle donne di capire quanti anni restano loro prima che si manifesti la menopausa. Si tratterebbe di uno strumento che potrebbe aiutare molte donne a capire il periodo di fertilità rimanente e pianificare così una gravidanza. Il test è stato messo a punto presso la Queensland University of Technology dal prof. Malcolm Faddy. L’esame del sangue secondo il prof. Faddy darebbo modo di verificare i livelli dell’ Anti-müllerian hormone (AMH) e riflettere, di conseguenza, il numero di follicoli ancora presenti nelle ovaie delle donne. Lo studio sarà pubblicato nel mese di giugno sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. Fonte

L’ibuprofene per combattere l’insorgere dell’Alzheimer

Una recente scoperta mette in evidenza come l’utilizzo di ibuprofene è associato a un minor rischio di ammalarsi di Alzheimer. Lo studio è stato pubblicato sul magazine medico della American Academy of Neurology, Neurology, e ha visto gli scienziati impegnati nell’esaminare, per cinque anni, una serie di volontari. Coloro che negli anni avevano utilizzato con una certa costanza farmaci a base di ibuprofene hanno manifestato una percentuale del 40% in meno di ammalarsi di Alzheimer. Non tutti i FANS (Farmaci Antiflogistici Non Steroidei) comunque sembrerebbero dare il medesimo risultato, inoltre, sarà anche necessari o appurare se il solo ibuprofene  è il vero responsabile della regressione del rischio di demenza o se realmente ci sono altri fattori chiavi da individuare, magari, proprio nel problema che fa si che la persona assuma l’ibuprofene. Fonte

Scoperto un altro gene responsabile dell’obesità

Dopo aver scoperto il gene Fto, la ricerca compie un ulteriore passo in avanti identificando una variante del già noto gene Mc4r. Si cerca così di avere una mappatura chiara degli agenti genetici responsabili dei famigerati chili di troppo in un individuo. Una ricerca del Genetics of Energy Metabolism Consortium di Cambridge e della Oxford University,coordinata dal prof. Mark McCarthy e svolta in collaborazione con 77 istituzioni, comprendenti ricercatori inglesi, americani, francesi, tedeschi, italiani, finlandesi e svedesi, ha così portato alla scoperta di una variante vicina al recettore dell’ormone melanocortina 4. Si è scoperto che gli individui  che presentano le varianti di entrambi i geni Fto e Mc4r, sulla bilancia addebitano circa 3,8 chili in più rispetto agli altri individui, chili che scendono a 1.5Kg nel caso in cui l’individuo presenti solo la variante del gene Mc4r

In sperimentazione un vaccino contro la nicotina

Si chiama Niccine, è un nuovo vaccino anti-nicotina, che dovrebbe eliminare nei fumatori la dipendenza dalla nicotina. Il nuovo prodotto sarà presto sperimentato nei paesi scandinavi. Il vaccino, scoperto presso Karolinska Institut di Stoccolma, sarà provato su 400 persone della Danimarca, Norvegia e Svezia. Si osserverà il comportamento degli individui ai quali sarà somministrato il vaccino e rapportato a quello di altre persone a cui sarà somministrato un mero placebo. Fonte Ansa.it

Un gene che rallenta lo sviluppo del cancro

Scienziati dell’Us National Cancer Institute hanno individuato un particolare gene, denominato  Brd4, che, almeno nelle cavie di laboratorio, regredisce la crescita del tumore fino a dieci volte rispetto alle cavie prive del gene. Come dire una tecnica che permetterebbe ai dottori di prendere tempo prezioso, sperando nella possibilità offerta dalla scienza di trovare una cura definitiva. L’idea è stata quindi quella di provare l’esperimento anche su esseri umani, e così è stato. La sperimentazione ha avuto luogo anche su un gruppo di pazienti e ha dimostrato un tasso di sopravvivenza molto più alto, quasi il doppio,  rispetto ai malati privi del gene. Prima che si possa avere certezza completa, comunque, sarà necessario approfondire gli studi. Fonte: Repubblica.it.  Link per approfondimenti

Scoperto il meccanismo che porta alla formazione della cataratta

La cataratta è un problema che affligge più di 20 milioni di persone nel mondo. Ne soffre ben il 42% della popolazione mondiale con età compresa tra i 70 e gli 80 anni e oltre il 68% degli ultraottantenni. Presso l’Università del Missouri, il ricercatore K. Krishna Sharma ha finalmente identificato e pubblicato sul Journal of Biological Chemistry il perché del formarsi di questa patologia dell’occhio. La comparsa delle cataratta sarebbe dovuta a una proteina, che con l’avanzare dell’età si ripropone nell’organismo in quantità sempre minore, in concomitanza piccoli peptidi, composti da 10-15 aminoacidi, iniziano il processo che porta alla formazione della cataratta. La ricerca ora proverà ad ostacolare la formazione dei peptidi, creando opportuni farmaci capaci di inibirli o rallentare la loro formazione. Fonte. Intanto, ecco un consiglio alimentare che protegge dalla formazione della cataratta, consiglio che trova basi scientifiche in un test effettuato su 35.000 donne presso il Brigham & Women’s Hospital e l’Harward Medical School di Boston. Si consiglia di mangiare verdure come cavoli, broccoli, radicchio, spinaci, peperoni e bietole. In pratica tutti quegli ortaggi ricchi di sostanze come la luteina e la zeaxantina. 

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