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L’ibuprofene per combattere l’insorgere dell’Alzheimer

Una recente scoperta mette in evidenza come l’utilizzo di ibuprofene è associato a un minor rischio di ammalarsi di Alzheimer. Lo studio è stato pubblicato sul magazine medico della American Academy of Neurology, Neurology, e ha visto gli scienziati impegnati nell’esaminare, per cinque anni, una serie di volontari. Coloro che negli anni avevano utilizzato con una certa costanza farmaci a base di ibuprofene hanno manifestato una percentuale del 40% in meno di ammalarsi di Alzheimer. Non tutti i FANS (Farmaci Antiflogistici Non Steroidei) comunque sembrerebbero dare il medesimo risultato, inoltre, sarà anche necessari o appurare se il solo ibuprofene  è il vero responsabile della regressione del rischio di demenza o se realmente ci sono altri fattori chiavi da individuare, magari, proprio nel problema che fa si che la persona assuma l’ibuprofene. Fonte


I flavonoidi per mantenere l’intelletto sempre verde

Una ricerca condotta dall’Osservatorio NI – Centro Studio dell’Alimentazione Nutrition Foundation of Itaty, ha appurato che un consumo massiccio di flavonoidi aiuta a mantenere attiva la mente, soprattutto nelle persone in età avanzata. I flavonoidi, con il potente potere antiossidante permettono di eliminare i radicali liberi, oltre ad avere anche un effetto antinfiammatorio. I cibi ricchi di tale elemento sono soprattutto mirtilli, lamponi, more, mele, albicocche, uva, pompelmo, ciliegie, limoni e arance. Sono altresì presenti anche nel tè verde e nei semi di soia.


Un semplice esame del sangue per predire l’umore di una persona

Presto un semplice esame del sangue potrebbe diagnosticare forme di depressione o disordini bipolari. Finora nessun metodo scientifico era riuscito a diagnosticare il malumore, la depressione, malattie diagnosticate sempre grazie ad un approccio a tu per tu tra specialista e paziente. Ora, grazie alla tecnica creata dal professor Alexander Niculescu, professore del dipartimento di psichiatria della Indiana University School of Medicine, sarà possibile misurare tale malessere e quindi agire in modo più oculato e diretto. Il team di ricercatori ha esaminato un campione di sangue prelevato da 96 persone affette da disturbo bipolare e sono riuscite a isolare i marcatori legati esclusivamente alla forma depressiva.  Fonte

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