Archivio categoria 'Medicina'

Obesi a 40 anni? Rischio di Alzheimer e demenza durante la vecchiaia

Studiosi americani hanno pubblicato su Neurology una ricerca secondo la quale chi soffre di obesità entro i primi 40 anni di vita, ha una maggiore probabilità di ammalarsi di Alzheimer e altre forme di demenza durante la vecchia. Il team di ricercatori ha analizzato 6500 persone e ricavato dati che attestano il rischio del 3,6% in più. La percentuale scende al 2,3% nel caso in cui non si è obesi ma comunque c’è quella pancetta che fa sì d’essere in sovrappeso. Fonte Ansa.it


Una nuova cura contro il Parkinson sembra dare ottimi risultati

Una notizia pubblicata sul magazine Nature Medicine riporta come un team del Memorial Sloan-Kettering Institute, guidato da Lorenz Studer, sia riuscito a creare delle cellule staminali ad hoc per curare topi malati di Parkinson. Tale possibilità apre ora la sperimentazione sull’uomo. La tecnica utilizzata è la medesima ormai utilizzata svariate volte nella clonazione, ovvero il trasferimento nucleare da cellule somatiche atto alla creazione di cellule staminali. Le cellule così ottenute sono state impiantate nel cervello della cavia, migliorando, fin da subito, il Parkinson e non procurando problemi di rigetto. Si apre ora il problema etico per l’utilizzo delle cellule sull’uomo, infatti, si tratta pur sempre di un’operazione che prevede la creazione di embrioni da poi utilizzare meramente per scopi terapeutici.


Gli ultrasuoni per combattere il tumore alla prostata

Si chiamano ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (Hifu), sono, di fatto, l’ultimo ritrovato della tecnologia applicata alla medicina per combattere il tumore alla prostata. Il dispositivo a ultrasuoni permette di colpire in modo preciso le cellule del tumore annientandole. La tecnica Hifu può essere impiegata, generalmente in pazienti con età superiore ai 70 anni, nel caso in cui terapie tradizionali come la radioterapia non hanno giovato. In Italia i centri che praticano questa particolare terapia sono diversi, reperibili a questo indirizzo web

Dalla pelle di una rana una sostanza per combattere il diabete

Ricercatori dell’Ulster ed Emirati arabi uniti, in occasione della conferenza annuale Diabetes Uk, hanno dichiarato di aver messo a punto una cura per il diabete di tipo 2, derivando la sostanza curatrice direttamente da un tipo di rana sudamericana, nella fattispecie dalla pelle della rana Pseudis paradoxa, un particolare animale in grado di ridurre le proprie dimensioni corporee durante le varie fasi di crescita (dai 27 cm da girino ai 4 cm in età adulta). La sostanza che è stata sintetizzata, e che potrebbe essere impiegata come farmaco per la cura del diabete, è stata denominata pseudina 2. Link per approfondimenti

Il pompelmo come rimedio per il colesterolo

Alcuni ricercatori israeliani hanno appurato che se nella propria dieta si inserisce il pompelmo, i sofferenti di colesterolo alto, possono trarne giovamento. Nella fattispecie il pompelmo rosso si è dimostrato un vero toccasana. C’è comunque il rovescio della medaglia, infatti, se da un lato il frutto permette di abbassare i livelli di colesterolo cattivo, dall’altro può ritardare il metabolismo di alcuni farmaci per il cuore. E’ evidente, quindi, che per i soggetti cardiopatici è necessario parlarne con il proprio medico curante.

Un intervento chirurgico per guarire dal diabete tipo II

Uno studio sul diabete, reso noto dal  professor Nicola Scopinaro dell’Università di Genova, potrebbe rappresentare una grande svolta per la medicina, ovvero guarire dal diabete di tipo II tramite un intervento chirurgico in laparoscopia. Presso l’Ospedale San Martino di Genova sono stati posti a intervento 12 pazienti malati, nessuno fa più uso di farmaci. In 10 pazienti, 1-2 mesi dopo l’intervento, i valori glicemici si sono normalizzati al di sotto del livello di rischio. L’intervento, adoperato anche come operazione per la cura dell’obesità, consiste nel nella creazione di due vie gastriche dallo stomaco verso l’intestino (diversione biliopancreaticà): una percorsa dal cibo, l’altra solo dalla secrezione biliopancreatica. Lo studio ora andrà avanti coinvolgendo 20 ospedali italiani che potranno intervenire su 600 pazienti sovrappeso o poco obesi. I pazienti sottoposti a intervento saranno seguiti per 10 anni valutandone ogni tipo di aspetto medico.

Una possibile cura per l’Alzheimer arriva dall’alimento indiano curry

Alcuni ricercatori dell’Istituto di Ricerca BioMolecolare Umana (HBRI) a San Diego, guidata dal professore John Cashman, ha individuato nel curry, tipico alimento indiano, una sorta di sistema capace di combattere lo sviluppo delle placche che portano all’insorgere del morbo di Alzheimer. Nella fattispecie si tratta di una molecola, la bisdemetossicurcuminà, il principio attivo dei curcuminoidi, delle sostanze presenti nelle radici  della curcuma, ovvero l’elemento principale da cui si estraggono gli  ingredienti per preparare il curry.

Il cuore infartuato lo si ripara con le cellule staminali

In un futuro non troppo lontano sarà possibile “riparare” i tessuti di un cuore infartuato grazie all’utilizzo delle cellule staminali. Già dal prossimo agosto, presso l’università di Bristol, sarà tentata un’operazione che ha dell’incredibile: saranno infatti impiantate delle cellule staminali adulte sperando che queste riescano a riparare un cuore colpito da infarto.  La notizia è stata divulgata in occasione del Congresso dal titolo “Cellule staminali autologhe per malattie cardiovascolari “.  In una prima fase, 60 pazienti saranno sottoposti, durante un’operazione di by-pass coronarico, a innesto di cellule adulte ricavate dallo stesso midollo osseo dei pazienti. La sperimentazione sarà diretta dall’italiano Raimondo Ascione, avrà una durata di tre anni e si spera possa offrire un valido supporto atto a rivoluzionare il trattamento dell’infarto.

In arrivo un vaccino per chi soffre di pressione alta

Una notizia che sicuramente sarà come una manna dal cielo per chi soffre di pressione alta. Se finora infatti si era costretti a prendere quotidianamente delle pillole per regolare la circolazione sanguigna, a breve, almeno così sembrerebbe da una ricerca svizzera che vede coinvolto anche l’Ospedale universitario di Zurigo, potrebbe essere messo in commercio un vaccino. Si chiama CYT006-AngQb e somministrato per iniezione ad alcune persone sofferenti di ipertensione, ha dimostrato di abbassare la pressione senza far insorgere effetti indesiderati.  Il vaccino sarebbe in grado di combattere l’angiotensina II, ovvero la responsabile del restringimento delle arterie con conseguente aumenta della pressione sanguigna.

Il primo prodotto naturale per combattere l’emicrania

In occasione del convegno di Stresa è stato presentatoun antiemicranico di origine naturale, una sorta di erba fossile a base di ginkgolide B, ovvero un derivato terpenico del ginkobiloba. Già utilizzata in Oriente per la cura di diverse patologie, la ginkobiloba è nota per le sue capacità di attivazione piastrinica (PAF - Platelet-Activating Factor), fattore che incide nell’ipersensitizzazione del neurone trigeminale, fenomeno coinvolto nel favorire l’insorgere di forti emicranie. La ginkgolide si occuperebbe proprio di bloccare l’attivazione trigemino-vascolare. Ora si studia per impiegare il prodotto naturale con riboflavina e coenzima Q10, per aver un farmaco più efficace nella cura delle più gravi emicrania con aura. Fonte: V° Seminario Clinico del Centro Cefalee Istituto Nazionale Neurologico Carlo Besta di Milano

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