Archivio categoria 'Le erbe'

Il rosmarino per eliminare molti agenti cancerogeni della carne alla griglia

Una recente ricerca ha dimostrato come l’utilizzo del rosmarino, nota pianta aromatica, durante la cottura di hamburger alla griglia, può ridurre di molto la presenza di agenti cancerogeni noti come eterociclici ammine (HCAs). Tali agenti si formano in quantità diverse a seconda della temperatura e del tempo di di cottura della carne. Alcuni studi hanno rivelato che la presenza di HCA, nel caso di cottura a temperatura inferiore ai 177 gradi centigradi, è abbastanza contenuta, sale di molto nel caso la temperatura si innalzi. Nella maggior parte dei casi la cottura di una comune bistecca può richiedere temperature che si aggirano intorno i 400 gradi centigradi. Grazie all’impiego del rosmarino durante la cottura, si ridurrebbero i valori di HCA dal 30% al 100%. Il medesimo studio ha anche appurato che diverse altre spezie, se marinate insieme alla carne, hanno un benefico effetto sulla diminuzione degli HCA. Si tratta di erbe e spezie ad alto potere antiossidante: basilico, menta, salvia, maggiorana, origano e timo. Per chi odiasse trovare sulla bistecca i ramoscelli tipici del rosmarino può ricorrere a degli estratti in vendita nei migliori supermercato i direttamente sul web. Fonte


Donne. Tre tazze di tè al giorno per combattere attacchi cardiaci e ictus

Una ricerca francese condotta presso l’Institut National de la Santé Et de la Recherche Médical, ha appurato che, nelle donne, bere tre tazze di tè al giorno aiuta a ridurre il rischio di essere colti da attacchi cardiaci e ictus. Tale sostanza, infatti, ridurrebbe il rischio di creare placche nelle arterie dovute al colesterolo e ai grassi. I ricercatori hanno esaminato 2613 uomini e 3984 donne con età media di 73 anni. Si è quindi proceduto misurando, tramite sistema a ultrasuoni, la consistenza delle placche nella carotide. Le placche sono state riscontrate nel 45% delle donne che non assumevano quotidianamente tè,la percentuale è scesa al 42,5% nelle donne consumatrici di una o due tazze al dì di tè, a solo il 33,7% nelle donne che bevevano tre o più tazze al giorno. La stessa analisi non ha evidenziato i medesimi risultati negli uomini.


Mal di stomaco e indigestione, le erbe per alleviare il dolore

 

In caso di indigestione e mal di stomaco alcune erbe possono alleviare il dolore e dare sollievo. In particolar modo si mescolano 20grammi di menta piperita e 20grammi di camomilla con l’aggiunta di 10grammi di foglie di mora. Si mescola quindi 1 o 2 cucchiaini di tale miscuglio con 150ml di acqua calda. Si lascia raffreddare il tutto filtrando il composto ottenuto. Si beve quindi una tazza di infuso prima dei pasti principali.

Una cura naturale per reni e vescica dolorante

Si prepara una tisana di 30 grammi  di verga d’oro e 30 grammi di ortosiphon con l’aggiunta di 25 grammi di foglie di betulla e 15 di infiorescenza di camomilla. A questo punto, a 150ml di acqua calda si aggiungono un paio di cucchiaini del preparato e si lascia riposare il prodotto per 10 minuti. La bevanda ottenuta può essere bevuta 2-3 volte durante l’arco della giornata.

Il primo prodotto naturale per combattere l’emicrania

In occasione del convegno di Stresa è stato presentatoun antiemicranico di origine naturale, una sorta di erba fossile a base di ginkgolide B, ovvero un derivato terpenico del ginkobiloba. Già utilizzata in Oriente per la cura di diverse patologie, la ginkobiloba è nota per le sue capacità di attivazione piastrinica (PAF - Platelet-Activating Factor), fattore che incide nell’ipersensitizzazione del neurone trigeminale, fenomeno coinvolto nel favorire l’insorgere di forti emicranie. La ginkgolide si occuperebbe proprio di bloccare l’attivazione trigemino-vascolare. Ora si studia per impiegare il prodotto naturale con riboflavina e coenzima Q10, per aver un farmaco più efficace nella cura delle più gravi emicrania con aura. Fonte: V° Seminario Clinico del Centro Cefalee Istituto Nazionale Neurologico Carlo Besta di Milano

Rimedi naturali contro le vampate di calore tipiche della menopausa

Le vampate di calore, diversamente dette caldane, sono uno dei tipici fenomeni che la donna si trova a dover gestire durante il periodo della menopausa. Si tratta di un’alterazione circolatoria e più propriamente di fenomeni vasomotori che comportano anche sudorazione eccessiva, sbalzi di pressione, tachicardia. Una recente ricerca svoltasi presso il Weill Medical College della Cornell University ha anche dimostrato che, indipendentemente dalla menopausa, le vampate di calore sono direttamente collegate con un fattore di ipertensione. Esistono diverse cure naturali che possono attenuare questo fastidioso disturbo, tra questi: i fitoestrogeni della soia (in grado di regolare la produzione ormonale corporea),la cimicifuga racemosa (Actaea racemosa), il centrifugato di sedano e uva e una cura di vitamine del gruppo B. In particolare la cimicifuga, è da tempo impiegata come fonte di fitoestrogeni naturali, tuttavia l’assunzione di composti con essa realizzati è sempre da vagliare con l’aiuto di un medico o fitoterapeuta, infatti, si tratta di una pianta potenzialmente pericolosa, in grado di interagire con farmaci e/o far insorgere spiacevoli effetti collaterali. Recentemente la cimicifuga racemosa è stata oggetto di discussione da parte dell’Agenzia del Farmaco Europea, secondo la quale la pianta presenterebbe anche aspetti di tossicità per il fegato.

Le erbe per la cura della glossite

La glossite è un processo infiammatorio della lingua. Diverse le cause che possono scatenare una glossite: ceppi batterici, come streptococchi  o stafilococchi o anche assunzioni di particolari farmaci, malattie del fegato, microtraumi, fumo, alcool, alimentazione particolarmente ricca di condimento, scottature con bevande o cibi molto caldi, carenza di VITAMINA B2 (RIBOFLAVINA). L’infiammazione si manifesta con dolore che, sovente, rende difficile la masticazione, la deglutinazione e, in alcuni casi, anche addirittura parlare. Le forme più gravi di glossite, sono quelle di tipo cronico, in questo caso la lingua può risultare ispessita, atrofica, ulcerosa e con chiazze di colore bianco. Per i casi meno gravi, per curare l’infiammazione si può ricorrere a medicamenti ottenuti dalle erbe e da alcuni agrumi. Per esempio, qualche goccia di limone posta localmente sulla lingua funge come ottimo antisettico. Anche un infuso di agrimonia (35gr), farfara (20gr) e papavero (40gr), con almeno 3-4 applicazioni giornaliere, può lenire e dare sollievo. Altro infuso: versare in una tazza dell’acqua fatta precedente bollire e aggiungere 1-2 cucchiaini da tè di foglie di salvia. Lasciare il composto fermo per circa 10 minuti, quindi fare degli sciacqui più volte al giorno.

Stipsi. Come risvegliare l’intestino pigro

L’intestino pigro, è una patologia conosciuta anche come stipsi, sovente dovuta ad un’alterata motilità del colon. Per combattere questo problema, liberando l’intestino e quindi riconquistare la corretta motilità intestinale, si può ricorrere ad una dieta ricca di fibre. In questo caso, una delle fibre che trova maggiore impiego e risultati apprezzabili è il glucomannano. Questa particolare fibra consente di trattenere l’acqua dando vita ad una amalgama gelatinosa in grado di ammorbidire le feci, aumentandone notevolmente il volume e quindi favorendo la naturale attività di espulsione delle feci. Il glucomannano va assunto quotidianamente, per 2 o 3 giorni con abbondante acqua. E’ possibile acquistare prodotti a base di questa fibra sia in farmacia che in erboristeria.

Cos’è e come curare l’afta

Le afte sono delle piccole lesioni che compaiono generalmente all’interno del labbro e che si manifestano come ulcerazioni bianco-giallastre circondate da un aureola rossastra. Le cause possono essere molteplici, dallo stress, alla carenza di alcune vitamine del gruppo B, a intolleranze alimentari. Le afte si distinguono in afte minori, che presentano diametro inferiore a 1cm; afte maggiori, che generalmente si localizzano sulla mucosa labiale; afte erpetiformi, che sovente fanno la loro comparsa come diverse lesioni all’interno della bocca, soprattutto in età adulta e sesso femminile. Le afte minori hanno un decorso spontaneo che può arrivare fino a 10 giorni, per agevolarne la guarigione si possono effettuare degli sciacqui con propoli, preparare un decotto facendo bollire per 20 minuti un cucchiaio di caprifoglio o calendula in un litro di acqua, filtrare ed effettuare un paio di sciacqui al giorno o, ancora, applicare delle gocce di vitamina E direttamente sull’ulcerazione un paio di volte al giorno. Per le afte maggiori può dare sollievo uno sciacquo con clorexidina (un antisettico noto per le sue proprietà battericide, presente anche in farmacia come collutorio), applicare della lidocaina (un anestetico locale) sull’ulcerazione, integrare con vitamina del gruppo B, verificare con delle analisi di laboratorio la carenza di ferro.

Rimedi alle erbe per curare i geloni

Il gelone è una lesione della cute, che sovente attacca gli arti del nostro corpo nei mesi più freddi. Il gelone è conosciuto anche come eritema pernio. Si tratta di un problema che può ripetersi nel tempo nei soggetti che hanno una certa predisposizione o soffrono di qualche problema circolatorio. Le erbe sono un ottimo rimedio naturale per la loro cura. Un esempio viene dall’impiego dei semi di senape. Si fanno bollire due cucchiai di semi si senape in poca acqua, fino a raggiungere la consistenza di una pasta malleabile, e si applica il composto, lasciandolo agire per circa 20 minuti, prima di sciacquare con acqua tiepida la parte interessata. Un altro rimedio consistere nell’applicare pasta di calendula (generalmente si vende in erboristeria) o ricorrere, cosi come nel primo caso esaminato, alla creazione di un impasto simile, dalle stesse dosi, ma composto da luppolo; quest’ultimo garantisce anche un certo potere analgesico.

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