Archivio categoria 'Genetica'

Attenzione al consumo eccessivo di fruttosio

Direttamente dal XXI Congresso Internazionale dei biologi, arriva una notizia preoccupante, soprattutto per le persone più giovani, quelle che maggiormente fanno uso del fruttosio, sostanza ormai presente in diverse bevande e in molti dolciumi. Secondo il parere del prof. Francesco Salvatore, presidente del Ceinge-Biotecnologie Avanzate, nonché docente dell’Università di Napoli Federico II, “il fruttosio è stato anche utilizzato lungamente come sostituto del glucosio in patologie umane, specialmente nel diabete e analoghe alterazioni metaboliche. Tuttavia, nell’ultimo decennio, si è iniziato sempre più a comprendere che l’eccesso di fruttosio nella dieta, come sta avvenendo per la sua presenza in moltissime bevande ed alimenti confezionati (bibite, merendine, per bimbi ed adolescenti) è da considerarsi dannoso e comunque sconsigliabile


Gruppo di ricerca italiano fa importante scoperta nella lotta al tumore della prostata

Un gruppo di ricercatori italiani coordinati dal dall’Istituto superiore di sanità e in collaborazione con l’équipe di urologia dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino e l’Istituto oncologico del Mediterraneo di Catania hanno individuato due geni presenti nel cromosoma 13 (microRna-15a e microRna-16) che, se introdotti nelle cellule malate del tumore alla prostata, le annientano. I due geni, normalmente presenti nel nostro corpo, sono proprio preposti a frenare lo sviluppo del tumore, in loro mancanza, il male, invece, ha modo di crescere in modo irrefrenabile. “Grazie a questa importante scoperta si spera ora di individuare una nuova terapia contro gli stati avanzi del cancro alla prostata” ha dichiarato il presidente dell’Iss Enrico Graci. Lo studio è stato pubblicato sul magazine Nature. Si cercherà ora di studiare il modo più agevole e proficuo per reintrodurre le due molecole nel corpo, successivamente la sperimentazione passerà sull’uomo. Il progetto è stato reso possibile grazie ai finanziamenti dei fondi dell’accordo Italia-Usa e dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC).


Una nuova molecola che inibisce la crescita delle cellule tumorali

Si chiama Eif6, si tratta di un proteina individuata dai ricercatori dell’Istituto scientifico San Raffaele di Milano in collaborazione con l’Università degli studi del Piemonte orientale Avogadro e la Northwestern University di Chicago. La molecola si occupa di tenere a bada la produzione di talune proteine legate alla crescita delle cellule tumorali, nonché all’accumulo di grasso nell’organismo. Tutte le prove finora effettuate sono state verificate in provetta, il prossimo passo consisterà nel testare il tutto su organismi viventi. Fonte: Ansa

FOXO3A, il gene che ci fa invecchiare meglio e vivere a lungo

Un gruppo di scienziati coordinati dai Bradley J. Willcox e J. David Curb dell’Università delle Hawaii a Manoa, ha identificato un particolare gene, denominato FOXO3A, legato a una vita media più longeva. Il gene avrebbe un ruolo fondamentale nel metabolismo e nelle funzionalità dell’insulina. In particolare, si è dimostrato che, gli individui portatori di un doppio allele GG del gene, hanno una probabilità di vivere in media fino a 98 anni, invecchiando in piena salute.

Rheb, l’oncogene responsabile del proliferare delle cellule cangerose

Ricercatori americani, con la partecipazione di un gruppo di ricerca guidato dall’italiano Pier Paolo Pandolfi, hanno identificato un particolare gene, denominato Rheb, responsabile delle crescita delle cellule. Si tratta di un oncogene che, se modificato, trasforma una cellula sana in una cellula tumorale. La scoperta, ora, consentirà agli scienziati di mettere a punto farmaci antitumorali con un’efficienza senza eguali.

Bastano cinque minuti perché si formi il virus HIV

Grazie a degli speciali microscopi di ultima generazione, alcuni scienziati della Rockefeller University di New York sono riusciti per la prima volta a esaminare, in tempo reale, come avviene l’aggregazione di migliaia di molecole in cellula atta a creare il virus dell’HIV. Grazie ai nuovi telescopi è possibile osservare accuratamente tutto quanto avviene sulla superficie cellulare, mettendo in secondo piano tutto il resto. In appena 5 minuti, il virione, ovvero la singola particella dell’Hiv, riesce ad assemblarsi e dare così vita al virus dell’AIDS. Nel momento in cui la produzione cellulare è cospicua, la membrana esterna della cellula si gonfia, si stacca dalla cellula madre ed è pronta per proliferare. L’esperimento potrebbe aprire la via per capire come agiscono anche altri virus, cercando nel contempo una soluzione per la debellarli. Fonte: Repubblica

Scoperto come impartire al corpo l’ordine di far crescere il tessuto osseo

Presso l’Università olandese di Twente, nel dipartimento di Tecnologia Biomedica, si è messa a punto una particolare tecnica che consente di stimolare la crescita delle ossa. Grazie alla scoperta, in un imminente futuro, sarà così possibile, partendo da cellule staminali di un paziente, creare delle strutture nuove ad hoc, femori, ossa fratturate e non più ricostruibili etc. Link per approfondimenti

Al secondo mese di gravidanza puoi sapere il sesso del tuo futuro figlio

Se fino ad oggi era necessario attendere almeno la fine del quarto mese di gestazione per scoprire il sesso del futuro nascituro, oggi, grazie a un nuovo test sviluppato da un laboratorio di ricerche spagnolo, sarà possibile conoscere il sesso del nascituro già a partire dal secondo mese. Si tratta di un metodo non invasivo e capace anche di diagnosticare talune malattie come l’emofilia o la distrofia muscolare. Il metodo Lorgen consiste nel prelevare un campione di sangue della madre, e tramite alcune particolari tecniche forensi, separare il Dna del feto alla ricerca della presenza del cromosoma Y, cromosoma la cui esistenza è assodata solo nei maschietti.  Secondo i ricercatori la tecnica assicura un grado di affidabilità superiore al 98%. Prezzo: tra i 120,00 e i 130,00 euro

Scoperto un altro gene responsabile dell’obesità

Dopo aver scoperto il gene Fto, la ricerca compie un ulteriore passo in avanti identificando una variante del già noto gene Mc4r. Si cerca così di avere una mappatura chiara degli agenti genetici responsabili dei famigerati chili di troppo in un individuo. Una ricerca del Genetics of Energy Metabolism Consortium di Cambridge e della Oxford University,coordinata dal prof. Mark McCarthy e svolta in collaborazione con 77 istituzioni, comprendenti ricercatori inglesi, americani, francesi, tedeschi, italiani, finlandesi e svedesi, ha così portato alla scoperta di una variante vicina al recettore dell’ormone melanocortina 4. Si è scoperto che gli individui  che presentano le varianti di entrambi i geni Fto e Mc4r, sulla bilancia addebitano circa 3,8 chili in più rispetto agli altri individui, chili che scendono a 1.5Kg nel caso in cui l’individuo presenti solo la variante del gene Mc4r

Un gene che rallenta lo sviluppo del cancro

Scienziati dell’Us National Cancer Institute hanno individuato un particolare gene, denominato  Brd4, che, almeno nelle cavie di laboratorio, regredisce la crescita del tumore fino a dieci volte rispetto alle cavie prive del gene. Come dire una tecnica che permetterebbe ai dottori di prendere tempo prezioso, sperando nella possibilità offerta dalla scienza di trovare una cura definitiva. L’idea è stata quindi quella di provare l’esperimento anche su esseri umani, e così è stato. La sperimentazione ha avuto luogo anche su un gruppo di pazienti e ha dimostrato un tasso di sopravvivenza molto più alto, quasi il doppio,  rispetto ai malati privi del gene. Prima che si possa avere certezza completa, comunque, sarà necessario approfondire gli studi. Fonte: Repubblica.it.  Link per approfondimenti

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