Archivio categoria 'Chirurgia'

Un intervento mini invasivo per curare la stenosi del canale lombare

Una recente tecnica denominata X-Stop consente di dare nuova vita ai pazienti sofferenti di stenosi del canale lombare, sindrome che scaturisce con il mal di schiena, difficoltà nel camminare e sovente inarcamento della colonna vertebrale. La tecnica operatoria consiste nell’impiantare, in anestesia locale, delle microsfere dal diametro di 10-12 millimetri tra le spinose della colona vertebrale. Una sorta di ammortizzatori che consentono ai nervi di non essere oppressi dalla dilatazione dei dischi e dall’artrosi e quindi di continuare a svolgere il loro compito naturale. L’intervento ha la durata di circa mezz’ora, subito dopo il paziente si sente come rinato, risolvendo subito i problemi che prima lo attanagliavano. Link a elenco centri qualificati per l’operazione chirurgica


Un intervento chirurgico per guarire dal diabete tipo II

Uno studio sul diabete, reso noto dal  professor Nicola Scopinaro dell’Università di Genova, potrebbe rappresentare una grande svolta per la medicina, ovvero guarire dal diabete di tipo II tramite un intervento chirurgico in laparoscopia. Presso l’Ospedale San Martino di Genova sono stati posti a intervento 12 pazienti malati, nessuno fa più uso di farmaci. In 10 pazienti, 1-2 mesi dopo l’intervento, i valori glicemici si sono normalizzati al di sotto del livello di rischio. L’intervento, adoperato anche come operazione per la cura dell’obesità, consiste nel nella creazione di due vie gastriche dallo stomaco verso l’intestino (diversione biliopancreaticà): una percorsa dal cibo, l’altra solo dalla secrezione biliopancreatica. Lo studio ora andrà avanti coinvolgendo 20 ospedali italiani che potranno intervenire su 600 pazienti sovrappeso o poco obesi. I pazienti sottoposti a intervento saranno seguiti per 10 anni valutandone ogni tipo di aspetto medico.


Ricostruita la prima vagina biotech grazie alle staminali

Un’equipe del Policlinico Umberto I di Roma, ha ricostruito in laboratorio la prima vagina biotech con le cellule staminali prelevate dalla stessa paziente. Un primo passo reso possibile grazie alla possibilità di riconoscere le cellule staminali della mucosa e di farle moltiplicare. Cinzia Marchese, direttrice del laboratorio di Biotecnologie cellulari del Policlinico Umberto I di Roma, curatrice di questa prima fase d’intervento, ha tenuto a sottolineare come questo rappresenta un primo passo importante che apre la strada a nuove possibilità, come quella di coltivare la mucosa intestinale o quella della bocca, ma anche congiuntiva e cornea. In pratica, si è provveduto a creare in laboratorio un  lembo di mucosa (poco più di 3 centimetri quadrati) ottenuti prelevando dalla paziente un prelievo di circa 1 cm2 di tessuto dal vestibolo vaginale e, dopo dissociazione enzimatica, le cellule recuperate sono state coltivate in vitro per 15 giorni, quindi la nuova mucosa vaginale è stata impiantata nella donna di 28 anni affetta da agenesia vaginale (sindrome di Mayer-von Rokitansky-Kuster Hauser). A detta del gruppo che ha eseguito l’impianto, coordinato dal dott. Pierluigi Benedetti Panici,  l’attecchimento del tessuto è stato del 99%’. Fonte: Ansa

Una nuova tecnica chirurgica per la cura dell’asma

La termoplastica bronchiale è una nuova metodologia operatoria che promette di risolvere i problemi di chi è affetto da asma. Quindi senza utilizzare farmaci o impiegarli solo come terapia di mantenimento. La tecnica consiste nel ridurre la massa muscolare della trachea affinché, durante le crisi asmatiche, in cui vi è una chiara contrazione dei muscoli tracheali, questi comunque riescano a far passare l’aria necessaria a respirare. Nella pratica, si introduce, per via nasale o dalla bocca, un mini-catetere in grado di raggiungere i muscoli e di cauterizzare, grazie a delle onde radio, gli stessi. L’operazione richiede circa un’ora in anestesia locale e si compone di due o tre sedute, una ogni mese. La tecnica è stata portata a termine con successo su 112 pazienti, con età compresa tra i 18 e i 65 anni, da parte dei ricercatori Gerard Cox e John Miller della McMaster University in Canada; si è dedotto che la termoplastica bronchiale può essere molto efficace soprattutto in quei casi in cui i farmaci hanno scarso effetto benefico.

Un pacemaker per prevenire attacchi di depressione violenta

Presso l’Ospedale Molinette di Torino è stato eseguito il primo intervento chirurgico atto a impiante una pacemaker capace di stimolare il nervo vago e cercare di porre rimedio alle cresi depressive resistenti alle cure farmacologiche. A livello del collo, è stato impiantato un elettrodo, nella fattispecie intorno al nervo vago, connesso ad uno stimolatore di dimensioni minimo, tipo pacemaker, posizionato sul petto.

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