Archivio Marzo, 2008

Curare l’acne con gamberi e granchi

Un team di ricercatori, guidati da Robert Modlin, dermatologo presso l’Università della California, ha dichiarato di aver messo a punto un nuovo trattamento per la cura dell’Acne, vero tormento per i giovani. Il nuovo composto si basa su nanoparticelle di chitosano, un polisaccaride ricavato dai  gusci di crostacei come granchi e gamberi e riconosciuto per le sue capacità di evitare l’assorbimento dei grassi. Tali microparticelle apporterebbeo un beneficio antibiotico in grado di annientare i batterei dell’acne e, nel contempo, eliminare i grassi superflui dell’organismo. Fonte


Sei un fumatore? Attenzione la tua felicità potrebbe essere compromessa

Uno studio condotto da alcuni scienziati della Peninsula Medical School inglese, guidati da Iain Lang, ha appurato che l’apporto di nicotina nei fumatori appaga momentaneamente ma in realtà rende gli individui meno felici di chi non fuma. La ricerca ha visto protagonisti 10000 persone oltre i 50 anni e ha altresì appurato che tanto minore è lo stato socioeconomico dell’individuo tanto maggiore è l’infelicità dimostrata dallo stesso. Fonte e approfondimenti


All’Istituto Rizzoli prende vita una nuova tipologia di pelle anti rigetto

L’Istituto Rizzoli di Bologna e la banca della cute dell’Asl di Cesena hanno messo a punto un metodo che consente da una pezzo di pelle di un donatore di eliminare le cellule responsabili del rigetto in caso di trapianti. La tecnica consente di eliminare ogni presenza di DNA e quindi rendere il nuovo derma capace di “dialogare” perfettamente con il corpo di chi lo riceverà. Fonte ANSA

Una nuova molecola per la cure delle ulcere

Uno studio effettuato presso il CNR-Università di Roma, Tor Vergata, Campus biomedico, ha evidenziato che la molecola NGF (il fattore di crescita nervoso - nerve growth factor) potrebbe essere utilizzata per la cura delle ulcere oculari e della pelle. La molecola avrebbe un elevato potere cicatrizzante sulle ulcere da pressione, da trauma, metaboliche e degenerative. Al momento la molecola non è ancora disponibile come farmaco, la speranza è che presto si possa sintetizzare e risolvere così diverse problematiche di molte persone affette da tale annoso problema. Fonte e approfondimenti

Ecco gli anticorpi capaci di annientare diverse droghe nel sangue

Un team di ricercatori guidati da Michael Owens, direttore del Center for Alcohol and Drug Abuse presso l’Università dell’Arkansas, ha messo a punto una nuova tipologia di anticorpi capaci di individuare eventuali tracce di ecstasy nel sangue e di annientarla prima che questa possa causare danni all’organismo. Lo studio è stato compiuto su delle cavie da laboratorio, una sola iniezione ha permesso di ridurre drasticamente il livello di ecstasy nel sangue. Gli anticorpi, infatti, legandosi alle molecole della droga, evitano che questa possa raggiungere tessuti del cuore e del cervello. Secondo gli esperti gli anticorpi funzionerebbero non solo con l’ecstasy ma con tutte le famiglie di droghe aventi i medesimi principi attivi. Fonte e approfondimenti

Arriva l’Aspirina che non danneggia lo stomaco

E’ tutta italiana la ricerca che ha portato alla creazione di un particolare farmaco, derivato dall’Aspirina, ma che non presenta particolari controindicazioni, in particolare che non danneggia le pareti dello stomaco. Il nuovo farmaco è stato messo a punto da team di ricercatori dell’università di Torino e di quella di Parma. La nuova componente è un derivato dell’acido acetilsalicilico, il principio attivo dell’aspirina, ottenuto integrando alla sostanza un gruppo chiamato nitrossi-acilico.

Gli ultrasuoni per combattere il tumore alla prostata

Si chiamano ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (Hifu), sono, di fatto, l’ultimo ritrovato della tecnologia applicata alla medicina per combattere il tumore alla prostata. Il dispositivo a ultrasuoni permette di colpire in modo preciso le cellule del tumore annientandole. La tecnica Hifu può essere impiegata, generalmente in pazienti con età superiore ai 70 anni, nel caso in cui terapie tradizionali come la radioterapia non hanno giovato. In Italia i centri che praticano questa particolare terapia sono diversi, reperibili a questo indirizzo web

Gli alimenti che conciliano il sonno

Quali sono gli alimenti che mangiati per cena conciliano il sonno? In occasione della Giornata Internazionale del Dormiresano, organizzata in Italia dall’Associazione Italiana di Medicina del Sonno (AIMS) e dal Wasm (World Association of Sleep Medicine) sono stati stilati i cibi che aiutano a riposare  e quelli che proprio sarebbe meglio evitare. Tra i cibi conciliatori del sonno: pane, orzo, pasta e riso ma anche lattuga, radicchio, aglio e formaggi freschi, uova bollite, pesce, zucca, rape, cavoli, latte caldo e frutta dolce. Da evitare:  curry, pepe, paprika e sale in abbondanza, salatini, alimenti in scatola, minestre con dado da cucina e comunque cibi contenenti sodio. In particolare sono da prediligere alimenti contenenti il triptofano, aminoacido che favorisce la sintesi della serotonina, sostanza atta a favorire il rilassamento del corpo. Fonte

Donne. Tre tazze di tè al giorno per combattere attacchi cardiaci e ictus

Una ricerca francese condotta presso l’Institut National de la Santé Et de la Recherche Médical, ha appurato che, nelle donne, bere tre tazze di tè al giorno aiuta a ridurre il rischio di essere colti da attacchi cardiaci e ictus. Tale sostanza, infatti, ridurrebbe il rischio di creare placche nelle arterie dovute al colesterolo e ai grassi. I ricercatori hanno esaminato 2613 uomini e 3984 donne con età media di 73 anni. Si è quindi proceduto misurando, tramite sistema a ultrasuoni, la consistenza delle placche nella carotide. Le placche sono state riscontrate nel 45% delle donne che non assumevano quotidianamente tè,la percentuale è scesa al 42,5% nelle donne consumatrici di una o due tazze al dì di tè, a solo il 33,7% nelle donne che bevevano tre o più tazze al giorno. La stessa analisi non ha evidenziato i medesimi risultati negli uomini.

L’aspirina riduce il rischio di asma nelle donne

L’aspirina, assunta quotidianamente da donne non obese, riduce il rischio, del 10%, di soffrire di crisi d’asma. La ricerca, condotta dal dr. Kurth e colleghi, va comunque presa con le dovute precauzioni, infatti, si tratta di un primo step che necessita di ulteriori approfondimenti.  Una precedente ricerca aveva appurato che l’assunzione nell’uomo, invece, riduceva il rischio del 22%. La differenza di percentuale, poco più del doppio, potrebbe essere una questione di dosi diverse, il test sugli uomini, infatti, prevedeva un’assunzione quotidiana di 325mg contro i 100mg per le donne. Il vantaggio dell’aspirina nelle donne con indice di massa corporea superiore a 30 si azzera completamente. Fonte e approfondimenti

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