Archivio Febbraio, 2008

A Firenze si scopre l’elisir di lunga vita

Ricercatori fiorentini diretti dal prof. Gianfranco Liguri e dalla prof.ssa Cristina Cecchi sono riusciti a sintetizzare una nuova biomolecola in grado di opporsi all’invecchiamento delle cellule dovuto al logorio da parte dei radicali liberi. Le cellule prese in esame sono state prelevate da pazienti affetti dal morbo di Alzheimer. La sostanza viene prodotta da due composti presenti nell’organismo, è efficace per prevenire l’insorgere di processi degenerativi del cervello dovuti a malattie del sistema nervoso centrale come la demenza senile. Si continua ora con la sperimentazione.


Scoperta l’area del cervello implicata nell’affetto materno

Ricercatori dell’Università di Tokio hanno osservato, per la prima volta, le aree del cervello della donna preposte all’affetto materno. Si tratta di un’area molto piccola che si attiva nel solo momento in cui la  mamma sente il pianto del proprio bimbo e non quello di altri. Il test è stato svolto grazie all’impiego della Risonanza Magnetica Funzionale (fMri), in particolare ad alcune mamme è stato chiesto di osservare dei video dei propri bimbi o di altri sconosciuti, i bimbi si mostravano allegri o col pianto, osservando quale area del cervello si attivava quando le mamme osservavano piangere i loro figli. La ricercatrice Madoka Noriuchi ha altresì spiegato che il cervello della donna risponde in modo più netto al pianto del bimbo che al vederlo allegro; ovvero, in situazioni in cui il bimbo è turbato da qualcosa, l’istinto di sopravvivenza materno dei propri figli si attiva prepotentemente. Lo studio è stato pubblicato sul magazine Biological Psychiatry. Fonte


Da Cremona una nuova terapia contro la spina bifida

L’inositolo, un derivato della vitamina B, può essere utile per prevenire la formazione della spina bifida nei neonati. La vitamina va somministrata nelle madri in gravidanza con un alto fattore di rischio. Fino ad oggi era sovente somministrare acido folico, comunemente conosciuto anche come vitamina B9, una sostanza che si rivela preziosa nel 60-70% dei casi. La nuova terapia è stata dimostrata dai ricercatori del gruppo di genetica umana dell’Ospedale di Cremona, diretto da Pietro Cavalli. Lo studio si è avvalso della collaborazione di ricercatori afferenti all’Institute for child health del London University College.

Un computer per diagnosticare l’Alzheimer

Ricercatori dello University College di Londra hanno messo a punto un particolare computer in grado di analizzare le risonanze magnetiche cerebrali di un paziente e diagnosticare se il paziente è affetto dal morbo di Alzheimer piuttosto che da altre forme di demenza. Secondo lo studio pubblicato sul magazine Brain, l’accuratezza degli algoritmi utilizzati dal PC sono prossimi al 96%.  Link per approfondimenti

Lo smog del traffico deleterio per lo sviluppo del quoziente intellettivo dei piccoli

Una ricerca pubblicata sull’American Journal of Epidemiology ha messo in evidenza come lo smog generato dal traffico delle grandi città può ridurre sensibilmente il QI dei bambini. Un test ha visto impegnati circa 200 bambini con età compresa tra 8 e 11 anni. E’ stato quindi appurato che i ragazzi che abitavano in quartieri o città molto trafficate, con alte emissioni di carbonioso, sostanza emessa dai motori, soprattutto quelli diesel, manifestavano un QI più basso rispetto a coetanei che abitavano in aree salubri come campagne o cittadine con poco smog.

Prozac, un test dimostrerebbe l’inefficacia dell’usatissimo farmaco antidepressivo

Il Prozac, farmaco utilizzato da oltre 40 milioni di persone nel mondo, non sarebbe affatto efficace, il medesimo effetto terapeutico lo si otterrebbe con un comune placebo. Lo studio pubblicato su PLoS Medicine, avrebbe preso in esame diversi risultati clinici nonché una serie di studi sul farmaco. L’effetto terapeutico scaturirebbe solo in alcuni cani di pazienti fortemente depressi, così ha dichiarato il professore Irving Kirsch del dipartimento di psicologia della Hull University. Il medesimo effetto poco curativo avrebbero anche altre tipologie di farmaco afferenti alla medesima categoria farmacologica. Fonte e approfondimenti

Un dispositivo che misura lo sviluppo verbale di un bimbo

Infoture ha sviluppato una sorta di mini-computer tascabile in grado di ascoltare e valutare lo sviluppo del linguaggio in età infantile. Si tratta di uno strumento, denominato Lena, in grado di registrare 24h/24 le parole emesse dal bimbo e verificare nel tempo lo sviluppo verbale dello stesso. Lena sarà per i genitori un vero e proprio strumento diagnostico che permetterà di alleviare ansie derivate allo sviluppo del linguaggio del loro piccolo o diagnosticare precocemente eventuali problematiche da correggere.  Link a Infoture

Un gel vaginale per combattere l’AIDS

Ricercatori americani e indiani hanno messo a punto un particolare gel vaginale, il Tenofovir, farmaco sperimentale in grado di proteggere le donne dal contagio del virus HIV nonché in grado di non manifestare particolari effetti collaterali. Il test, dalla durata di sei mesi, è stato eseguito su 200 donne sessualmente attive e non affette dal virus. A queste è stato consegnato il particolare gel da utilizzare quotidianamente e comunque prima di ogni rapporto sessuale, altresì è stato chiesto di far comunque utilizzare al partner il profilattico. A test ultimato non sono stati riscontrati effetti collaterali al fegato o alterazioni del sangue e a carico dei reni.  Fonte

Il consumo di viagra riduce la fertilità maschile

Uno studio che presto sarà pubblicato sul magazine Fertility and Sterility e reso già noto da The Observer, ha evidenziato come l’utilizzo del viagra, farmaco che aiuta l’erezione dell’uomo, al contempo può causare infertilità. In sostanza la pillola blu danneggerebbe lo spermatozoo, provocando il cosiddetto acrosoma, ovvero danneggiando la parte superiore dello spermatozoo, per intenderci il cappuccio che ne ricopre la testa.

Individuato un recettore per la ricrescita dei capelli

Ricercatori dell’Università di Bonn, afferenti al gruppo di ricerca di Regina Betz dell’Istituto di Genetica Umana, hanno individuato un recettore, il P2RY5, posto sula cellule dei follicoli piliferi e la relativa sostanza capace di attivarlo: l’acido lisofosfatidico (LPA).  Si tratta di un elemento basilare per la crescita dei capelli. Potrebbe quindi essere alla base per lo studio di nuovi farmaci capaci di combattere la caduta dei capelli. Lo studio sarà pubblicato sul magazine Nature Genetics

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